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27 Febbraio 2026 - 08:20
NAPOLI. La situazione al liceo Leon Battista Alberti di Napoli è precipitata in un caos logistico che coinvolge quasi mille studenti, costretti a fare i conti con un edificio dichiarato parzialmente inagibile e una burocrazia paralizzante. Il cuore del problema risiede nel distacco della scala esterna di emergenza avvenuto il 24 gennaio scorso, ma le verifiche successive dei Vigili del Fuoco hanno portato alla luce una criticità ancora più grave: la Scia antincendio risulta scaduta dal 2021. L'inagibilità della scala di evacuazione ha inizialmente ridotto la capienza a 240 persone, portando a orari scolastici irrisori (9 ore settimanali per le quinte, appena 6 per gli altri anni).
Tuttavia, l'accertamento sulla mancanza della certificazione antincendio ha imposto una stretta definitiva a massimo 100 presenze contemporanee. Di fatto, l'istituto di via Pigna può ospitare studenti solo al piano terra, costringendo i 960 iscritti a turnazioni estenuanti di soli due giorni a settimana. La responsabilità dell'inadempienza ricade sulla Città Metropolitana di Napoli, proprietaria dell'immobile, che nonostante i lavori Pnrr già avviati nel 2024, deve ora affrontare interventi extra per il rinnovo della Scia. La conclusione dei lavori è slittata dal 28 febbraio al 7 marzo, mentre per il ripristino della scala esterna bisognerà attendere i primi di aprile.
A sollevare l'ira di famiglie e docenti a Napoli è la soluzione proposta dall'ente provinciale: il trasferimento delle lezioni pomeridiane (dalle 15 alle 20) presso l'Istituto "Vittorio Emanuele II" in via Barbagallo, a Fuorigrotta. Una sede distante circa un'ora di autobus dall'Arenella e priva di collegamenti diretti. Nonostante l'ipotesi di attivare navette Anm o prolungare linee esistenti per raggiungere la zona del Righi, la preside Silvia Parigi ha evidenziato l'oggettiva difficoltà logistica per ragazzi tra i 14 e i 18 anni che vivono stabilmente nella zona collinare. La comunità scolastica dell'Alberti rigetta fermamente il piano di trasferimento.
I genitori, che inizialmente avevano chiesto la Didattica Integrata Digitale (Did) o il reperimento di spazi alternativi nelle scuole dell'Arenella, annunciano una protesta formale molto più dura rispetto alla manifestazione pacifica dello scorso 17 febbraio. «Non è concepibile spostare i ragazzi in una zona non collegata», denunciano le famiglie, pronte a dare battaglia. Anche il corpo docente si è schierato contro la soluzione pomeridiana a Fuorigrotta: nel prossimo collegio dei docenti si prevede che il 99% dei professori voterà a favore della didattica a distanza, ritenuta l'unica alternativa sostenibile per garantire il diritto allo studio senza sottoporre gli studenti a tragitti insostenibili e orari notturni in una zona della città per loro estranea.
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