Tutte le novità
Fuorigrotta
02 Marzo 2026 - 08:00
NAPOLI. A Napoli la lotta ai cosiddetti “pirati ambientali” passa sempre più dalla tecnologia. Il Comune ha rafforzato negli ultimi mesi l’installazione di telecamere fisse e mobili nei punti ritenuti più critici per contrastare lo sversamento illegale di rifiuti e identificare i responsabili attraverso immagini e targhe dei veicoli, elevare sanzioni e scoraggiare comportamenti incivili che deturpano strade e quartieri.
Eppure, nonostante il piano di controllo, ci sono zone dove la situazione sembra non cambiare. È il caso di viale Kennedy, nel quartiere di Fuorigrotta,una delle arterie principali dell’area occidentale della città. Qui, tra scuole, impianti sportivi e attività commerciali, e nonostante l’isola ecologica a pochi metri di distanza, continuano quotidianamente gli sversamenti illegali. Paradossalmente, lungo la strada sono presenti diverse campane per la raccolta differenziata.
Eppure, accanto ai contenitori, si accumulano sacchi di indifferenziata, cartoni, elettrodomestici dismessi e rifiuti di ogni genere. La presenza di istituti scolastici, rende il problema ancora più delicato, tant’è che studenti e famiglie si trovano ogni giorno a fare i conti con cumuli di immondizia, cattivi odori e una percezione di degrado che dura da anni.
Non si tratta di episodi sporadici, ma di una situazione che si ripete con regolarità, nonostante interventi di pulizia e controlli annunciati. Il nodo da sciogliere, secondo molti residenti, «non è soltanto la mancanza di telecamere o di controlli, che ci fa sentire cittadini di serie C, visto che in altre zone sono state installate, ma l’assenza di una soluzione strutturale. Le bonifiche vengono effettuate, ma dopo poche ore o pochi giorni i rifiuti tornano ad accumularsi e quelli che sversano restano impuniti continuando a commettere illeciti».
Segno che il fenomeno è radicato e coinvolge sia comportamenti individuali incivili sia, in alcuni casi, attività che scaricano illegalmente per evitare costi di smaltimento. A documentare e a segnalare e denunciare la situazione con un dossier di video e foto pubblicati sui social è stato il Comitato FIM “Fuorigrotta in Movimento” che per giorni ha monitorato quel tratto di marciapiede.
«Abbiamo trovato di tutto, parafanghi, travi di legno, un lavandino, bidoni di vernice e materiale edile. Il tutto in vicinanza delle scuole tra cui il Nitti e l’Augusto Righi rilevando anche la presenza di ingombranti, ma soprattutto di rifiuti speciali lasciati sul marciapiede e sul parapetto».
Anche Rosario Pugliese, membro dell’esecutivo regionale Europa Verde, presente sul posto, ha sottolineato che «non si tratta di rifiuti normali ma di vernici e rifiuti che vanno smaltiti in maniera opportuna con le ditte specializzate allo smaltimento. È un problema che purtroppo ricade su tutta la collettività. Noi siamo attenti a differenziare tutti i rifiuti ma ogni giorno queste scorie pericolose vengono nuovamente sversate. Si tratta di rifiuti speciali che vanno smaltiti correttamente in discarica».
Le telecamere rappresentano uno strumento importante, ma da sole non bastano. Serve un mix di controlli costanti, sanzioni certe, educazione ambientale e, dove necessario, una revisione del sistema di raccolta. Insomma viale Kennedy rappresenta una sfida che Napoli è chiamata a vincere non solo con gli occhi elettronici delle telecamere, ma con un cambiamento culturale profondo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo