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Il processo

Ingegnere ucciso a Napoli, condannati killer e mandante

Omicidio Coppola, la decisione di uccidere per vecchi rancori riaccesisi a causa della vendita all'asta di una villa a Portici

Ingegnere ucciso a Napoli, condannati killer e mandante

Nei riquadri la vittime Salvatore Coppola e gli imputati Gennaro Petrucci e Mario De Simone

Due condanne, 27 anni e sei mesi per l'esecutore materiale, Mario De Simone, 66 anni, e 27 anni per il mandante, l'imprenditore 75enne Gennaro Petrucci. È il verdetto a conclusione del processo dinanzi la Corte di Assise di Napoli (terza sezione) sull'omicidio dell'ingegnere Salvatore Coppola, assassinato a sera del 12 marzo 2024 in corso Protopisani nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli.

I giudici hanno escluso l'aggravante mafiosa e, per De Simone, l'aggravante dei futili motivi. Confermata l'aggravante della premeditazione.

Nel corso del dibattimento De Simone e Petrucci, rispettivamente difesi dagli avvocati Melania Costantino e Maria Di Cesare, hanno reso confessione, ammettendo ciascuno il proprio ruolo in questa vicenda: la decisione di uccidere l'ingegnere Coppola sarebbe scaturita soprattutto da vecchi rancori riaccesisi a causa della vendita all'asta di una villa a Portici in cui vivevano Petrucci e la moglie.

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