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L'inchiesta

Monaldi, la lettera del personale agli atti

Fonti della direzione generale: ha fatto parte dell’istruttoria che ha portato alla sospensione di Oppido

Monaldi, la lettera del personale agli atti

NAPOLI. La lettera del personale sanitario contro il cardiochirurgo Guido Oppido ha fatto parte della documentazione relativa all’istruttoria del procedimento con il quale è stata disposta la sospensione del medico che aveva effettuato il trapianto di Domenico Caliendo il 23 dicembre scorso.

È quanto filtra da ambienti della direzione generale dell’Azienda dei Colli il giorno dopo che l’avvocato della famiglia del piccolo, Francesco Petruzzi, aveva reso nota la missiva nella quale il personale della sala operatoria aveva parlato di «situazione creata dal dottor Oppido» caratterizzata da «sfiducia reciproca: la gerarchia medico-centrica e la comunicazione assente hanno portato a una percezione di insicurezza diffusa tra gli infermieri, oss e tecnici, che non si sentono attualmente più sicuri di collaborare con il dott. Guido Oppido. Le accuse di essere totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti e del loro stato di salute non sono più accettabili e tollerate dall’intera équipe» e di comportamenti che avvenivano «prevalentemente in sala operatoria e si ripetono con una frequenza tale da configurare un clima lavorativo caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca all’interno dell'équipe multiprofessionale».

Intanto, il pm Giuseppe Tittaferrante e l’aggiunto Antonio Ricci, titolari dell’inchiesta, continuano a lavorare su tutta la documentazione acquisita. Dopo l’autopsia effettuata martedì sul corpo di Domenico, con le prime risultanze dalle quali non sarebbero emersi tagli sul ventricolo dopo l’espianto effettuato da Bolzano, il collegio dei periti si è riaggiornato per il 28 aprile a Bari, quando ci saranno altre valutazioni sui campioni anatomopatologici. La relazione sarà consegnata l’11 settembre.

IL RINGRAZIAMENTO. Intanto, in post pubblicato sulla pagina Facebook della Fondazione Domenico Caliendo dopo i funerali per piccolo a Nola, che hanno visto la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, delle istituzioni locali e di migliaia di persone, si legge che «a nome della famiglia Caliendo, desideriamo esprimere il nostro più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato al funerale del piccolo Domenico. La vostra presenza, il vostro affetto e le vostre preghiere sono stati un sostegno prezioso in un dolore che non conosce parole. Il vostro abbraccio ci ha fatto sentire meno soli in questo momento di profonda tristezza, e rimarrà per sempre nel nostro cuore».

L’INIZIATIVA DI SAL DA VINCI. Infine, Sal Da Vinci, fresco vincitore del Festival di Sanremo, nel corso dei festeggiamenti alla Torretta, ha annunciato l’intenzione di organizzare una partita di beneficenza della Nazionale cantanti per raccogliere risorse a favore della Fondazione dedicata al bimbo di due anni e mezzo morto il 21 febbraio dopo il trapianto di un cuore “bruciato”. «La mamma di Domenico è un esempio e non si è mai arresa» ha detto il cantante.

E il parlamentare di Avs Francesco Emilio Borrelli ha sottolineato che «ancora una volta, l’amore è prevalso sulle polemiche. La battaglia per ottenere giustizia sta andando avanti e la Fondazione, guidata dalla mamma della vittima, aiuterà ad evitare altre vittime come successo con il piccolo Domenico».

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