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Malanapoli
06 Marzo 2026 - 08:21
Nella foto le armi e la droga sequestrate; nel riquadro l’arrestato Christian Farina, 20 ann
NAPOLI. Venti di faida nella periferia est di Napoli, dopo l’ultima escalation di piombo e violenza lo Stato lancia una nuova offensiva e i risultati non tardano ad arrivare. Una perquisizione mirata è stata eseguita a Barra, fortino del clan Aprea, e a finire in manette è stato un ventenne già da tempo nel mirino delle forze dell’ordine: Christian Farina, fratello del più noto Emanuele Farina, ritenuto dagli inquirenti molto vicino a Raffaele Giordano “’o luongo”, arrestato a fine gennaio per l’agguato teso al ladro ribelle Ettore Velotti.
Farina è stato trovato in possesso di droga e armi e per lui si sono aperte le port della casa circondariale di Poggioreale. L’operazione è scatta mercoledì mattina e ha visto protagonisti gli agenti della Squadra mobile, guidata del neo dirigente Mario Grassia, i quali hanno effettuato un controllo nell’abitazione del ventenne, in traversa Bisignano, dove hanno rinvenuto, ben occultati in un armadio della camera da letto, una pistola marca Ruger con matricola abrasa e con caricatore rifornito di due cartucce, 57 cartucce cal. 9x21, ma anche sette involucri di sostanza stupefacente del tipo cocaina rosa del peso di 350 grammi, un bilancino di precisione e diverso materiale per il confezionamento della droga.
Farina è stato tratto in arresto dal personale operante. Le armi sono stati intanto inviate ai tecnici della Scientifica, chiamati ad accertarne l’eventuale, recente impiego in fatti di sangue o stese.
Stando a quanto riscontrato da fonti investigative, Christian Farina sarebbe uno dei fedelissimi di Raffaele Giordano, volto noto agli archivi delle forze dell’ordine, arrestato poche settimane fa per un grave fatto di sangue. Le attività condotte dalla Squadra mobile hanno documentato che il pregiudicato Ettore Velotti, la vittima, sarebbe stato convocato da alcuni esponenti del clan Aprea in un palazzo del quartiere Barra e lì, dopo essere stato redarguito per aver commesso troppi furti di auto senza il consenso della cosca, sarebbe stato ferito a colpi d’arma da fuoco.
L’autore del ferimento, Raffaele Giordano “’o luongo” secondo gli inquirenti, si sarebbe poi allontanato a bordo di un’autovettura con altri tre sodali e sarebbe stato raggiunto poco dopo dal fratello della vittima. Quest’ultimo, a bordo di un’altra autovettura, avrebbe dato vita a un inseguimento, conclusosi quando la macchina con i quattro uomini all’interno si schiantò contro il muro di un’abitazione.
Nelle fasi successive all’incidente e prima di dileguarsi, uno dei fuggitivi esplose alcuni colpi d’arma da fuoco all’indirizzo dell’auto inseguitrice guidata dal fratello di Velotti, danneggiandola in più punti. Ancora non è chiaro chi abbia sparato. Ettore Velotti fu ferito a una gamba e al piede, trasportato all’ospedale Villa Betania e dimesso la sera stessa. Le modalità dell’agguato lasciavano pochi dubbi in merito alla matrice camorristica. Giordano non ha alle spalle precedenti per mafia, ma sarebbe molto vicino allo storico gruppo di malavita di Barra.
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