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Il processo
06 Marzo 2026 - 11:50
Ucciso per uno scambio di persona da affiliati al clan Polverino e sciolto nell'acido: due killer condannati a 30 anni, ma l'omicidio di Giulio Giaccio non fu un delitto mafioso.
Poco fa, i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Napoli hanno emesso la sentenza di condanna anche in secondo grado per il presunto mandante Luigi De Cristofaro, e per Raffaele D'Alterio, colui che è ritenuto l'esecutore materiale. L'efferato omicidio fu consumato il 30 luglio del 2000 nel Napoletano.
Il corpo senza vita di Giulio Giaccio fu sciolto nell'acido. Il giovane era stato scambiato per un certo Salvatore, "colpevole" di intrattenere una relazione sentimentale con la sorella dell'affiliato al clan Polverino Salvatore Cammarota. Ma per i giudici non si trattò di un delitto di camorra, né va contestata l'aggravante del metodo mafioso.
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