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«Corte dei conti, preoccupante calo»

Inaugurazione anno giudiziario, il presidente della sezione giurisdizionale cita il controverso caso di Napoli Obiettivo Valore e attacca la riforma: «Rischia di indebolirci»

«Corte dei conti, preoccupante calo»

NAPOLI. Sono i numeri il cuore della relazione di Michele Oricchio, presidente della sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti per la Campania: «Durante l'anno 2025 la sezione ha emesso complessivamente 629 provvedimenti, adottati sia in udienza che fuori udienza: le sentenze pubblicate sono state 401» e il contenzioso di responsabilità «ha subito una preoccupante contrazione (sono state depositate solo 60 citazioni).

A tale fenomeno non è probabilmente estranea la perdurante vigenza del cosiddetto scudo erariale». All'inaugurazione dell'anno giudiziario della giustizia contabile, presso il Centro Congresso della Federico II, Oricchio rileva come in materia di responsabilità siano «stati tratti a giudizio innanzi alla sezione 209 convenuti di cui, all'esito dei relativi dibattimenti, ne sono stati assolti 12 e condannati 50. Le condanne emesse al termine di processi celebrati con rito ordinario hanno raggiunto un ammontare complessivo di 7.672.876,33 euro».

Altro tasto dolente, nell’ottica della magistratura erariale, Oricchio lo tocca parlando della legge 1/2026. Ovvero la riforma della Corte dei conti, già al centro di forti polemiche. «Da qualche settimana - ricorda - la nostra magistratura è stata riformata nel suo assetto organizzativo e nelle funzioni esercitate con una legge che, al di là delle buone intenzioni dei promotori, indicate nella necessità di attenuare la cosiddetta 'paura della firma', quale sorta di novello 'spettro che si aggira per l'Italia', rischia di indebolirne la capacità di svolgere un'efficace azione di contrasto agli utilizzi inappropriati del danaro pubblico, cioè delle tasse pagate dai contribuenti».

Tra le problematiche, la relazione segnala: «Ogni qual volta ci si adopera per migliorare l’attività di riscossione emergono ostacoli, spesso formali - talvolta assecondati da opinabile giurisprudenza - che ne rallentano l’iter: paradigmatico cita Napoli Obiettivo Valore S.r.l., società di scopo costituita da Municipia S.p.A. in qualità di aggiudicatario della gara per il nuovo concessionario della riscossione» al Comune di Napoli.

Si cita la norma interpretativa di 'salvataggio', prima che un ricorso pendente in Cassazione rischiasse di sancirne l'illegittimità, causa mancata iscrizione all'albo di settore (per impossibilità a iscriversi).

«Ma anche tale intervento non è bastato! - evidenzia Oricchio - Il giudice tributario partenopeo ha sollevato forti dubbi, stavolta di costituzionalità: norma estranea allo spirito del Milleproroghe, oscura e contraddittoria, tale da creare una concorrenza sleale sul mercato e, soprattutto, introdotta mentre i giudizi erano in corso, con il rischio di influenzarne l’esito e ha, perciò, ritenuto di sollevare questione di legittimità costituzionale della stessa che pende attualmente innanzi alla Consulta che ha già celebrato una prima udienza».

A margine della cerimonia, Oricchio aggiunge altri timori: «Abbiamo sempre un grosso problema per quanto concerne l'intercettazione di finanziamenti pubblici, specie di natura comunitaria. Abbiamo avuto dalla procura regionale una serie di citazioni che riguardavano indebita percezione di benefici per la cosiddetta green economy, anche questo ci preoccupa molto. Poi si ripetono determinate patologie che riguardano nella sanità i rapporti con le strutture convenzionate. Con gli enti locali c'è il problema della messa a reddito e della difesa del patrimonio pubblico, dalle spiagge agli immobili di proprietà degli enti locali che non sempre vengono gestiti con quella che una volta si chiamava la diligenza del buon padre di famiglia».

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