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Le indagini
08 Marzo 2026 - 12:06
Nel riquadro la vittima Armando Lupoli
ARZANO. La camorra spara ancora ad Arzano: inseguimento e pioggia di pallottole in via Mazzini. Sicari a bordo di un motorino uccidono il pluripregiudicato 49enne Armando Lupoli.
Un ennesimo episodio criminale che mette in luce una guerra ormai dichiarata tra le varie fazioni criminali che si contendono il territorio e che ad Arzano hanno ormai preso il sopravvento tra piazze di spaccio, estorsioni e omicidi.
A qualche mese dall’uccisione dell’incensurato Rosario Coppola, a finire sotto i colpi dei killer nel primo pomeriggio di ieri, verso le ore 18, un pregiudicato residente in via Palizzi a Casavatore da poco scarcerato e cugino di Salvatore Lupoli, ritenuto elemento di spicco del clan della 167 fazione facente capo ai fratelli Monfregolo.
Una lunghissimo inseguimento (con lui in auto c’era la moglie) partito da piazzale Sallustro a Casavatore e terminato in via Mazzini, angolo via Garibaldi con l’arresto della vettura contro un palo della luce quando ormai esanime il conducente ha arrestato la sua corsa.
I killer a bordo di un ciclomotore e volto coperto da caschi integrali, incuranti dei passanti, hanno iniziato ad esplodere all’indirizzo della potente Peugeot, lanciata a folle velocità, i primi colpi di pistola. Almeno quattro quelli uditi e visti con i bossoli scarrellati dall’arma caduti sul selciato, all’altezza dell’imbocco dell’arteria di collegamento con Casavatore.
I sicari, nonostante la presenza di testimoni, non si sono fermati e hanno continuato ad esplodere colpi di pistola contro la vettura che avrebbe dapprima imboccato via Cimabue e, facendo inversione a u, avrebbe di nuovo girato per via Mazzini per poi ricevere gli ultimi colpi di grazia.
La moglie e i familiari hanno allertato il 118. Sul posto ambulanza e automedica che nel tentativo di salvarlo, lo hanno trasportato presso il nosocomio San Giovanni di Dio di Frattamaggiore dove sarebbe giunto in gravissime condizioni e poi deceduto.
Sul luogo dell’agguato gli uomini dell’Arma dei carabinieri della Compagnia di Casoria, della Stazione di Casavatore e della locale tenenza che sin da subito hanno avviato le indagini e repertato i bossoli esplosi. Lupoli, nel 2018, era stato arrestato insieme al cugino Salvatore che prima di intraprendere la carriera criminale nel clan 167, era attaccante dell’Arzanese Calcio.
I due, insieme ad un complice e dopo la partita di calcio, avevano consumato una rapina a mano armata all’interno della Conad nella città di Sora. Tempestivo però era stato l’intervento delle pattuglie della polizia di Stato immediatamente allertate dalla sala operativa della Questura di Frosinone, in prossimità del casello A/1 di Ferentino, fermavano i tre uomini a bordo traendoli in arresto.
Anche il Prefetto di Napoli è intervenuto sula vicenda. «In relazione al grave fatto di sangue avvenuto ad Arzano, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, esprime profonda preoccupazione per l’episodio e assicura la massima attenzione delle istituzioni. «La magistratura e l’Arma dei carabinieri - dichiara - stanno svolgendo indagini senza sosta per ricostruire con precisione quanto accaduto e individuare i responsabili di questo grave delitto. Sono certo che l’impegno investigativo consentirà di assicurare i colpevoli alla giustizia nel più breve tempo possibile».
Il Prefetto sottolinea tuttavia come episodi di tale violenza siano inaccettabili per una comunità civile. D’intesa con i vertici provinciali delle forze di polizia, è stato disposto un immediato rafforzamento dei servizi di controllo del territorio.
«Già nelle prossime ore ad Arzano, a Marano e nell’area a nord di Napoli saranno attivati servizi straordinari e massicci controlli con l’obiettivo di prevenire ulteriori episodi criminali e ristabilire pienamente le condizioni di sicurezza. La Prefettura continuerà a monitorare costantemente l’evolversi della situazione, mantenendo il massimo livello di attenzione sul territorio.
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