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La riforma
08 Marzo 2026 - 18:53
«La partita che si gioca con il referendum sulla giustizia è altissima. Solo con la vittoria del Sì l’Italia potrà proseguire con determinazione nella stagione riformatrice avviata dal Governo e tornare a essere un riferimento autorevole, anche sul terreno della giustizia, per tutto il mondo occidentale. Con l’affermazione del Sì avremo finalmente un giudice davvero terzo, imparziale, libero, autonomo e indipendente: un magistrato che siede in aula per merito e competenza, non per fedeltà o appartenenza a una corrente».
Così il senatore Sergio Rastrelli, segretario della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, richiamando l’iniziativa organizzata questa mattina in Via Scarlatti, nel quartiere Vomero, dagli avvocati napoletani impegnati nel comitato “Per il Sì” al referendum confermativo sulla separazione delle carriere: un gazebo informativo dove i promotori hanno incontrato cittadini e professionisti per illustrare i contenuti della riforma.
Nel corso della mattinata sono stati distribuiti volantini informativi e, in occasione della Festa della Donna, anche mimose alle donne presenti. Molte le persone che si sono fermate per chiedere informazioni e confrontarsi con gli avvocati sulle ragioni del Sì.
«Noi avvocati napoletani - ha dichiarato l’avvocato penalista Giovanni Bellerè - vogliamo con forza che questa riforma venga approvata: sono ormai quarant'anni che attendiamo la separazione delle carriere per avere un giusto processo, per avere finalmente, così come dettato dalla stessa Costituzione all'articolo 104 all'articolo 111, la completa parità tra accusa e difesa. Ed anche perché si applichi il principio che anche i magistrati, se sbagliano, devono essere soggetti alla legge ordinaria».
«Siamo di fronte ad una svolta epocale per il nostro Paese, ad uno di quei momenti in cui si scrive la storia - ha sottolineato dal canto suo il magistrato Catello Maresca -. Lo dico senza enfasi. E sarebbe, davvero, un peccato perdere questa opportunità per tatticismi o calcoli politici, condannando la giustizia ad altri decenni di agonia. Auspico un atto di responsabilità da parte di tutte le forze politiche in campo».
«Dobbiamo assicurare la terzietà e l'imparzialità del giudice prevista dalla Costituzione – ha rimarcato Luigi Bobbio, giudice presso il Tribunale di Nocera Inferiore -. I cittadini devono andare a votare e votare sì per liberare anche noi magistrati dallo strapotere della corporazione giudiziaria».
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