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La violenza

Afferra la compagna per i capelli e la picchia in strada, arrestato

La donna salvata dall'intervento dei carabinieri

Afferra la compagna per i capelli e la picchia in strada, arrestato

Sono le 03.30 circa, da poche ore è iniziata la festa della donna. Una discoteca è invasa di ragazzi che ballano sul ritmo di una musica assordante, tra loro una donna. Lei non si diverte per nulla, la sua testa è piena di pensieri e preoccupazioni. Il compagno è ubriaco, come tutti i weekend. Ha paura che possa accaderle qualcosa.

L’uomo si avvicina, l’odore di alcool è forte. La donna intimorita prova ad allontanarsi ma lui la ferisce alle labbra con un morso. Continua, l’afferra per i capelli e la trascina fuori. In lontananza le luci blu di una gazzella dei carabinieri. Lui le vede e minaccia la donna di stare in silenzio e di non farsi notare. Nel mentre continua a colpirla con calci pugni e schiaffi.

La donna scappa e con le ultime forze riesce ad attraversare la strada. Con lei un’amica, l’ha seguita ma non è riuscita a fermare la furia dell’uomo. Siamo a Giugliano in Campania, via Ripuaria, a pochi metri dalla discoteca ci sono carabinieri. L’auto è ferma, i lampeggiati sono accesi e ben visibili.

Il pianto della donna rompe il silenzio. Un carabiniere si avvina. La donna è seduta sul ciglio della strada. Piange e urla dal dolore. La donna - ha 35 anni – racconta cosa sia accaduto. Ha importanti ferite sul volto. Implora di portare via l’uomo ancora lì a pochi metri. Ha paura. I militari, prima di ricostruire la vicenda, si avvicinano all’uomo e lo bloccano per trasferirlo in caserma.
Per la donna verrà richiesto l’intervento dei medici.

«Dal venerdì pomeriggio alla domenica è questo. - dichiarerà la donna - Ho paura che mi uccida e faccia del male a mio figlio».

La 35enne non ha mai denunciato prima anche se i maltrattamenti durano da circa due anni. I militari hanno raccolto la storia della vittima che ora è in osservazione nell’ospedale Cardarelli di Napoli. L’uomo ha 42 anni ed è stato arrestato. È in carcere, deve rispondere di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

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