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Le indagini
09 Marzo 2026 - 18:18
Giuseppe e Jlenia Musella
Si chiarisce la dinamica dell’omicidio di Jlenia Musella, la 22enne uccisa il 3 febbraio nel quartiere Ponticelli. Specifici accertamenti della Procura di Napoli avrebbero restituito informazioni tali da far propendere gli inquirenti verso l'ipotesi che il coltello che ha trafitto il cuore della giovane sarebbe stato saldamente in mano al fratello Giuseppe Musella, 28 anni. Ipotesi già formulata nelle prime fasi dell’indagine e ripresa dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare.
Il coltello non sarebbe stato lanciato, quindi, ma si sarebbe trovato nelle mani di Giuseppe, che ha confessato di averlo impugnato durante la lite con la sorella. Rimane ancora da chiarire il motivo alla base della lite tra i due fratelli, entrambi residenti nell’appartamento del rione Conocal.
Secondo le dichiarazioni di Giuseppe, la reazione violenta sarebbe stata scatenata dal volume troppo alto della voce di Jlenia durante una telefonata, che disturbava il suo riposo, e alla reazione della ragazza, che avrebbe preso a calci il cane pitbull di proprietà dell’uomo. Tuttavia, gli accertamenti della polizia scientifica hanno evidenziato che l’animale non presentava ferite, ma sono state trovate tracce di sangue compatibile con quello di Jlenia.
Il coltello, invece, è stato rinvenuto sotto un camioncino, non nella schiena della ragazza. Ma nessuna delle persone che hanno assistito alla scena ha mai riferito che qualcuno l'avesse estratto, prima della corsa in ospedale, rivelatasi inutile.
L’omicidio di Jlenia Musella si inserisce in un contesto di tensione familiare ancora da chiarire del tutto, ma le prime evidenze puntano verso un gesto impulsivo del fratello, che ora si trova in cella in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari.
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