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L'APPELLO
10 Marzo 2026 - 18:32
Le imprese locali del settore pubblicità e affissioni del Comune di Napoli annunciano un esposto alla Procura della Repubblica contro l'amministrazione comunale, denunciando una gestione "antieconomica e discriminatoria" del comparto. Nel documento, depositato il 12 febbraio, il firmatario Alfredo Giacometti chiede alla magistratura di verificare la legittimità delle scelte amministrative che hanno portato alla distruzione di numerosi impianti, nonostante - si legge - gli stessi fossero stati oggetto di una spesa di circa 25 milioni di euro per manutenzione e conservazione. Al centro della contestazione, la mancata adozione del Piano Generale degli Impianti (Pgi), strumento previsto dal Consiglio comunale che - secondo gli operatori - avrebbe dovuto garantire ordine, trasparenza e corretta valorizzazione del patrimonio pubblicitario cittadino. In assenza del Piano, sostengono le aziende, si sarebbe creato "caos amministrativo" che avrebbe finito per favorire le multinazionali del settore a discapito delle piccole e medie imprese locali. Le imprese contestano inoltre la recente gara da circa 2,5 milioni di euro per la gestione del servizio e paventano l'abbattimento di circa 40mila metri quadrati di impianti pubblici, definito un "depauperamento di patrimonio" con una potenziale capacità reddituale di diversi milioni di euro annui se correttamente valorizzato. Dati che sono stati denunciati anche in una campagna di affissioni apparsa in tutta la città dal titolo "Il patrimonio pubblico di tutela, non si demolisce" con la quale la categoria chiede a gran voce "trasparenza, legalità e tutela del patrimonio della comunità".
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