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L'INIZIATIVA
11 Marzo 2026 - 12:45
Il dibattito sulla riforma della giustizia entra nel vivo in vista del referendum costituzionale che porterà gli italiani alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo. I seggi resteranno aperti nel primo giorno di votazione dalle 7 alle 23, mentre lunedì riapriranno alle 7 e chiuderanno alle 15. I cittadini saranno chiamati a esprimersi su una delle modifiche più rilevanti degli ultimi anni per l’assetto dell’ordinamento giudiziario italiano.
Quello in programma è un referendum confermativo, o costituzionale, uno strumento di democrazia diretta previsto dall’articolo 138 della Costituzione che consente ai cittadini di pronunciarsi sull’approvazione di una legge costituzionale o di revisione costituzionale approvata dal Parlamento. A differenza dei referendum abrogativi, questa consultazione non richiede il raggiungimento di un quorum di partecipazione per essere valida: il risultato sarà determinato semplicemente dalla maggioranza dei voti espressi.
Le norme oggetto della consultazione riguardano la riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025, che interviene su diversi articoli della Costituzione modificando l’ordinamento giurisdizionale italiano. Il punto centrale della riforma è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, una questione da anni al centro del confronto politico e giuridico. Il testo prevede infatti la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura, uno per i magistrati giudicanti e uno per i magistrati requirenti, oltre all’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari composta da quindici giudici scelti tra professori universitari, avvocati e magistrati sorteggiati. A questo nuovo organismo verrebbero attribuite le competenze disciplinari oggi esercitate dal Consiglio superiore della magistratura.
Sulla scheda elettorale gli elettori troveranno il quesito con cui viene chiesto se approvare il testo della legge di revisione degli articoli 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma e 110 della Costituzione, approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Come in ogni referendum confermativo, le possibili risposte sono soltanto due: “Sì” oppure “No”.
Se dovessero prevalere i “Sì”, la riforma della giustizia verrebbe definitivamente confermata e il Presidente della Repubblica procederà alla promulgazione della legge costituzionale, che sarà poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Qualora invece l’esito fosse negativo, la riforma approvata dal Parlamento non entrerà in vigore e l’attuale assetto dell’ordinamento giudiziario resterà invariato.
Considerata l’importanza e la complessità del quesito referendario, diventa fondamentale per i cittadini arrivare al voto con un’adeguata informazione. Proprio con questo obiettivo è stato organizzato un incontro pubblico dal titolo “Il confronto – La riforma della giustizia: le ragioni del sì e del no”, che metterà a confronto esponenti di primo piano delle due posizioni.
All’incontro interverranno, per il fronte favorevole alla riforma, l’avvocato Antonio Sciaudone, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, l’avvocato Angelo Reccia, coordinatore per il referendum della Camera Penale di Santa Maria Capua Vetere, e l’avvocato Claudio Fusco, penalista. A rappresentare le ragioni del no saranno invece il dottor Antonio Baldassarre, giudice del Tribunale di Napoli, il dottor Diego Dinardo, giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e il dottor Marco Auciello, sostituto procuratore presso la Procura di Avellino.
L’incontro sarà moderato dalla dottoressa Giovanna Battista, giudice del Tribunale di Potenza. L’appuntamento è fissato per sabato 14 marzo alle ore 11 nel Salone degli Specchi del Teatro Garibaldi al Corso Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere e rappresenterà un’occasione di approfondimento e confronto pubblico su una riforma destinata a incidere profondamente sull’organizzazione della giustizia italiana
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