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La cerimonia
11 Marzo 2026 - 12:49
Sal Da Vinci e il sindaco Gaetano Manfredi
Napoli rende omaggio ai propri artisti e alla musica partenopea. Nella storica Sala dei Baroni del Maschio Angioino, il sindaco Gaetano Manfredi presiede una cerimonia dedicata alla recente performance degli artisti napoletani all’ultima edizione del Festival di Sanremo.
Il momento centrale è il conferimento della Medaglia della Città di Napoli a Sal Da Vinci, accompagnato dalla menzione speciale “Napoli Città della Musica”. Un riconoscimento che non premia soltanto il successo artistico, ma consacra Da Vinci come ambasciatore della cultura musicale napoletana nel panorama internazionale.
L’amministrazione comunale ha inoltre deciso di omaggiare l’intera delegazione che ha portato in alto il nome della città a Sanremo. Premi anche a Luchè, Lda, Samurai Jay, Aka 7even e Mazzariello, oltre ai direttori d’orchestra Adriano Pennino, Kekko D’Alessio ed Enzo Campagnoli. Anche il produttore Kekko D’Alessio riceverà un riconoscimento per il suo ruolo nel successo collettivo.
LA TELEFONATA DELLA MELONI
Giorgia Meloni «mi ha chiamato per farmi i complimenti, ed è finita lì. Ho letto tante fake news, la telefonata è durata 30 secondi, aveva altre due milioni di cose più importanti da fare». Lo ha detto Sal da Vinci a proposito delle voci secondo cui il presidente del Consiglio gli avrebbe chiesto in una telefonata di usare il brano vincente a Sanremo "Per Sempre Sì" per la campagna referendaria, ha smentito seccamente: «Assolutamente no, non l'ha fatto, sono cose, parole che volano nel web e che diventano gigantesche».
Dopodiché, ha aggiunto, «se un giorno uno, chiunque esso sia, vuol ascoltare la mia canzone pubblicamente, lo può fare perché è stata pubblicata sulle piattaforme digitali, è un bene comune, tutti la possono condividere».
In precedenza, il cantante aveva detto, a proposito del suo brano: «Ho scritto la canzone, che parla d'amore, insieme a un gruppo di lavoro straordinario. Poi le canzone sono di tutti, non sta a me dire quella cosa o meno, certo se poi quella canzone vuole essere usata per spot pubblicitari non devono rivolgersi a me ma alla mia casa discografica».
«HO APPENA SENTITO I GENITORI, CI SONO PER LORO, DOMENICO FIGLIO DI TUTTI»
«Se loro nel mio piccolo hanno bisogno anche di una parola di conforto io ci sono, sono qui». È quanto ha detto Sal da Vinci, a proposito della sua decisione di rinviare la festa nel suo quartiere di 24 ore per non sovrapporsi ai funerali del piccolo Domenico Caliendo, morto all'ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito.
«Ho sentito un minuto e mezzo fa, prima di scendere dal van, Patrizia (la mamma del piccolo Domenico, ndr) e suo marito e gli ho chiesto umilmente di svuotare questa rabbia che hanno dentro di sé perché è fondamentale, anche perché ci sono due bambini da sostenere e quindi è un dolore di tutta la famiglia ma soprattutto di tutta la comunità e soprattutto di tutti i genitori del mondo perché Domenico è il nostro figlio, non è il figlio di Patrizia solo, è il nostro figlio».
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