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Il caso

Domenico, gli inquirenti alzano l’attenzione

Focus sulla qualità del ghiaccio a Bolzano dopo le testimonianze anonime di alcuni dipendenti

Domenico, gli inquirenti alzano l’attenzione

Mamma Patrizia e il piccolo Domenico

NAPOLI. Vanno avanti le indagini sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi dopo il trapianto fallito il 23 dicembre nel corso del quale gli era stato impiantato un cure “bruciato” dal ghiaccio secco utilizzato durante il trasporto dell’organo.

I carabinieri del Nas e la Procura di Napoli continuano nell’attività investigativa ascoltando il personale sanitario sia del nosocomio napoletano che di quello del San Maurizio di Bolzano. Secondo quanto filtrato, i pm napoletani starebbero effettuando delle valutazioni su quanto emerso lunedì nel corso della trasmissione “Lo stato delle cose” condotta da Massimo Giletti, quando in un servizio erano state riportate alcune testimonianze, per le quali i diretti interessati avevano chiesto l’anonimato, circa la qualità dell’acqua per ottenere ghiaccio all’ospedale altoatesino: acqua che avrebbero descritto di qualità non sarebbe di qualità elevata mentre in passato ci sarebbero state delle contaminazioni batteriche.

Per il trasporto del cuore del donatore da Bolzano a Napoli era stato usato ghiaccio secco. E gli inquirenti vogliono anche capire se proprio questo fatto sia collegato alla scarsa qualità dell’acqua denunciata dalle testimonianze. Intanto, va avanti anche il lavoro degli ispettori del ministero della Salute che stanno redigendo i verbali delle ispezioni effettuate al Monaldi e al San Maurizio.

Si attendono, a questo punto, le risultanze degli stessi per prendere poi eventuali decisioni conseguenti. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, a margine di una iniziativa l’altro giorno a Napoli, aveva detto che «Ci sono inchieste in corso e gli ispettori del Ministero che stanno redigendo i verbali delle ispezioni. Stiamo aspettando i risultati. Non so quali possano essere i tempi per la decisione, credo quelli fisiologici».

Il tutto mentre ieri a Napoli c’è stata una prima presa di contatto tra i medici del Monaldi l’équipe specializzata dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, formata da un cardiochirurgo, un anestesista, un infermiere ferrista e un perfusionista, che per tre supporterà i professionisti napoletani nell’attività di cardiochirurgia pediatrica che è comunque garantita all’ospedale collinare.

Il gruppo proveniente dalla Capitale lavorerà in stretta collaborazione con i professionisti dell’Azienda ospedaliera dei Colli. In caso di necessità, la collaborazione potrà essere ulteriormente rafforzata con il supporto aggiuntivo di altri specialisti del Bambino Gesù, tra cui un ulteriore cardiochirurgo e un anestesista. Il tutto mentre la vicenda di Domenico sarà affrontata anche in consiglio regionale il prossimo 8 aprile, quando ci sarà l’informativa della giunta regionale in merito al decesso del minore al Monaldi il 21 febbraio dopo l’intervento effettuato il 23 dicembre scorso.

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