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Malanapoli

Caccia alle armi del clan dei vicoli

Venti faida in pieno centro, task force a oltranza dopo le ultime stese: fari puntati sui Sequino-Savarese-Pirozzi

Caccia alle armi del clan dei vicoli

Nella foto controlli della polizia nel rione Sanità; nei riquadri i ras Salvatore Savarese “mellone” e Salvatore Sequino, entrambi detenuti

NAPOLI. In questo momento sembra l’epicentro delle nuove fibrillazioni nel rione Sanità. Così in salita Scudillo, una strada antica e ripida che collega la parte vecchia del quartiere a Capodimonte, nelle ultime settimane le forze dell’ordine hanno trovato in due occasioni una pistola e diversi proiettili.

Mentre il 24 febbraio scorso ci fu una sparatoria contro un tabellone segnaletico e due sere prime una stesa alle Fontanelle. Il tutto riconducibile secondo alcuni investigatori a tensioni tra il gruppo nato dall’alleanza tra i Sequino-Savarese-Pirozzi, collegati ai Mazzarella, e i Vastarella, storicamente vicini all’Alleanza di Secondigliano.

L’ultimo episodio ha visto come protagonisti in positivo i poliziotti di San Carlo Arena, che durante il consueto servizio di controllo del territorio hanno trovato una pistola in un’intercapedine di un muro di conta sporca di terreno ma in perfetta efficienza. La zona non è coperta dalla videosorveglianza e ora gli esperti della polizia scientifica stanno esaminando l’arma.

Sempre in salita Scudillo erano stati trovati proiettili nascosti tra i cespugli la settimana scorsa. La pista del riarmo dei clan della Sanità è emersa dopo la sparatoria in salita Scudillo del 2 febbraio scorso in circostanze non ancora completamente chiare: alcuni testimoni avrebbero riferito ai carabinieri di aver visto due persone in scooter allontanarsi dopo aver fatto fuoco a ripetizione contro un tabellone segnaletico, effettivamente trovato pieno di fori da proiettili.

La particolarità sta nel fatto che a terra non sono stati trovati bossoli: un piccolo giallo su cui sono al lavoro i militari della compagnia Stella. Sugli spari in via Fontanelle del 18 febbraio precedente le indagini sono invece condotte dall’Upg della questura e dalla Squadra mobile.

Si sarebbe trattato secondo i primi accertamenti di un episodio da ricondurre ai contrasti tra i due clan attivi nel rione Sanità: da un lato i Sequino-Savarese e dall’altro i Vastarella, nel cui territorio d’influenza si sono verificati gli spari. L’ipotesi più accreditata è che l’intimidazione fosse rivolta a questi ultimi, ma si capirà qualcosa di più nei prossimi giorni: gli investigatori infatti, non escludono ancora altre possibili piste.

La Scientifica, accorsa sul posto, ha compiuto i rilievi mentre venivano acquisite le immagini della videosorveglianza. Attualmente il clan considerato più forte della Sanità è composto da tre gruppi che si sono uniti: i Sequino, i Savarese e i Pirozzi.

«Siamo una sola cosa», si sente infatti in un’intercettazione ambientale nel corso della quale i genitori di Emanuele Durante cercavano di capire parlando con un loro affiliato chi avesse deciso la morte del figlio.

Della guerra del 2024 con i Vastarella sono stati ricostruiti tutti gli episodi, a cominciare da due irruzioni armate in un bar gestito da un parente, incensurato, del clan con base nella zona delle Fontanelle. Poi un omicidio, cinque ferimenti e diverse “stese”. Vicende gravi, ben undici consumatesi tra marzo 2024 e giugno 2025.

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