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Referendum, Gratteri: «Il sorteggio che immaginavo non è così, questa è mezza truffa»

Il procuratore di Napoli: «Chi è per il sì porta come modello gli Usa, ma lì cose aberranti»

Referendum, Gratteri: «Il sorteggio che immaginavo non è così, questa è mezza truffa»

Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri

«Non era mio intento minacciare, chi mi conosce sa quanto io stimi e consideri il giornalismo. Anzi, è proprio questo governo che in una delle riforme che ha fatto, impedisce ai giornalisti, soprattutto quelli di cronaca nera, di fare il loro lavoro: addirittura non possono virgolettare pezzi di ordinanze di custodia cautelare, che invece garantirebbero meglio il pensiero del giudice».

Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, ospite a Start su Sky, relativamente alle sue dichiarazioni espresse a una giornalista del Foglio nel corso di una intervista.

«Da parte mia, assolutamente, non è intenzione minacciare nessuno, però - aggiunge - è anche vero e sotto gli occhi di tutti che io da mesi, in modo sistematico, vengo attaccato ogni mattina da diversi giornali scrivendo cose false in tutto o in parte e quindi ho detto, dopo il referendum, tiriamo una linea. Io adesso sono impegnato a fare il procuratore della Repubblica di Napoli, sono impegnato, usando giorni di ferie, ad andare in giro a parlare per il No. Dopo il referendum deciderò cosa fare di ogni articolo diffamatorio».

«SORTEGGIO CHE IMMAGINAVO NON E' COSI', QUESTO E' MEZZA TRUFFA»

«Alcune persone ancora oggi, frontman del Sì che hanno visibilità nazionale, continuano a ripetere falsamente che io sono per il sì, che io sono per il sorteggio. È una dichiarazione, un ragionamento che ho fatto mi pare 3 anni fa. Ma il sorteggio che io immaginavo non è questo, questo è una mezza truffa perché oggi i venti componenti della magistratura vengono sorteggiati tra tutti i magistrati d'Italia. Per quanto riguarda i dieci cosiddetti laici, cioè quelli di nomina parlamentare, sono sorteggiati tra docenti universitari, ordinari di materie giuridiche, avvocati, cassazionisti indicati proporzionalmente alla forza politica e rispondono alla maggioranza parlamentare del momento in cui si va a votare, per questo io ho detto che poi csm per la parte laica compatta sarà a trazione di chi governa in quel momento. Ecco perché il ministro Nordio ha detto alla Schlein “non capisco perché ti opponi a questa riforma, se tu un giorno vai al governo serve anche a te"». 

«CHI E' PER SI' PORTA COME MODELLO SISTEMA USA, MA LI' COSE ABERRANTI»

«In questo referendum ci sono due pilastri che si toccano, uno è separare il pubblico ministero del giudice, quindi toglierlo dalla cultura della giurisdizione: chi è per il sì e fa sempre l'esempio della partita di calcio e dice che il giudice è l'arbitro e le squadre sono da un lato il pubblico ministero dall'altra l'avvocato. Questo esempio non funziona, perché le due squadre di calcio non giocano con le stesse regole perché il pubblico ministero ha l'obbligo di trovare prove a favore dell'indagato, obbligo che non ha l'avvocato, quindi la partita non si gioca con le stesse regole. La verità è che oggi il pubblico ministero ragiona come un giudice, ragiona su cosa serve per arrivare alla prova e infatti se il pubblico ministero non è convinto che gli elementi bastano per arrivare alla condanna, chiede l'archiviazione infatti è l'80% del lavoro che si fa nelle procure è proprio quello di istruire i fascicoli e poi fare una richiesta a che il giudice emetta un decreto di archiviazione, non una sentenza di assoluzione. Se il pubblico ministero deve fare sostanzialmente il frontman della polizia giudiziaria, è ovvio che si snatura tutto».

«Continuamente, chi è per il sì, fa il raffronto con gli altri paesi dove c'è la separazione delle carriere e tra questi cita anche gli Stati Uniti, dove abbiamo visto cose aberranti come l'esecuzione di una donna che aveva le mani sul volante e il militare, messo di lato, le ha sparato sette colpi in faccia. Intervenuto il giorno dopo un giorno, il ministro dice che assolutamente non c'è nessun reato e questo non sarà processato. Ma vi rendete conto - ribadisce - mi portate come modello gli Stati Uniti? Da anni dico che avrei paura di vivere negli Usa, perché conosco bene questo sistema giudiziario». 

«MAI STATO DI NESSUNA CORRENTE, NON FACCIO COSE PER CONVENIENZA»

«Non sono mai stato di nessuna corrente, non ho mai frequentato nessuna corrente. In tutti questi tre mesi non ho mai partecipato ad un dibattito organizzato dall'Anm o da gruppi; ho partecipato a questo di Napoli lunedì, ma sarà il primo e l'ultimo perché mi sembrava giusto come procuratore di Napoli partecipare a questo incontro a Napoli ma non ho mai fatto vita associativa».

«Qualcuno sostiene che sono del Pd- continua - ma quando io ho fatto domanda per procuratore aggiunto di Reggio Calabria il Pd non mi ha votato, quando ho fatto domanda per Catanzaro il Pd non mi ha votato, e non mi ha votato per procuratore nazionale antimafia né per procuratore di Napoli. Chi mi conosce sul piano personale e sul piano anche professionale, tutto può dire tranne che io sia un opportunista o che faccia le cose per convenienza».

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