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Malanapoli
14 Marzo 2026 - 08:47
NAPOLI. Saranno le indagini a chiarire se si apprestavano a compiere una stesa o, peggio ancora, un agguato o se erano soltanto di passaggio. Quanto accaduto la notte scorsa nel cuore delle Case Nuove ha però acceso un nuovo campanello di allarme sugli equilibri, più che mai precari, tra i gruppi criminali della zona. Dopo la clamorosa sparatoria di pochi mesi fa, il popolare rione controllato dai clan rivali Mazzarella-Caldarelli e Marigliano resta nel mirino di inquirenti e investigatori e in manette finisco a questo giro due vecchie conoscenze delle forze dell’ordine: Michele Scalabrì, 28enne del Borgo Sant’Antonio Abate, e Gianni Maria Lama, 31enne di Giugliano. I due sono stai fermati dalla polizia dopo un breve inseguimento e trovati in possesso di una pistola pronta a fare fuoco. L’operazione è scattata intorno alle quattro di venerdì. I due hanno agito dunque in piena notte e ancora con il favore delle tenebre.
A entrare in azione sono stati gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale, esperti conoscitori del territorio, che nel transitare in corso Arnaldo Lucci, hanno notato una Fiat Panda con due uomini a bordo con fare circospetto che, accortisi della presenza dei poliziotti, hanno accelerato la marcia nel tentativo di eludere il controllo. Ne è nato un breve inseguimento, terminato in via Amerigo Vespucci, all’incrocio con via Sebeto, dove gli operatori hanno raggiunto e bloccato i sospettati. Durante la fuga, i dur si sono sbarazzati di una pistola, risultata poi essere priva di marca con matricola abrasa e rifornita di relativo caricatore contenente sei cartucce calibro 6,35. Addosso gli è stato trovato anche un discreto quantitativo di denaro, circa 2mila euro, che non è stato però sottoposto a sequestro. Per Scalabrì e Lama si sono intanto spalancate le porte del carcere di Poggioreale, dove restano detenuti in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip. L’arma sarà invece inviata ai tecnici della Scientifica, chiamati ad accertarne il recente impiego in fatti di sangue o raid intimidatori.
L’ultimo grave episodio in zona risaliva a fine ottobre. I killer avevano agito in una strada ipertrafficata, via Vespucci, incuranti della presenza di decine di automobilisti. Nel mirino era così finito lo stabile al civico 129: il muro esterno di uno degli appartamenti situati al terzo piano, in particolare, era stato crivellato con quattro colpi di pistola. Altre due ogive erano state invece individuate sul selciato. Il sospetto, ancora oggi, è che si sia trattato dell’ennesima rappresaglia armata finalizzata a conquistare nuove fette di territorio, in cui impiantare business criminali: su tutti lo spaccio di droga al dettaglio e l’imposizione del racket. Resta però da capire quali siano i gruppi criminali protagonisti dello scontro. Nella zona delle Case Nuove ormai da alcuni anni è in atto una guerra senza esclusione di colpi tra i gruppi rivali Caldarelli-Mazzarella e Marigliano, con questi ultimi entrati in rotta di collisione con i Contini. L’episodio della scorsa notte riaccende l’allarme.
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