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tassa di soggiorno
15 Marzo 2026 - 09:56
NAPOLI. Viene definita come una nuova stangata sul turismo a Napoli l’aumento che l'amministrazione comunale ha varato imponendo un ulteriore aumento dell'imposta di soggiorno, una decisione presa "de imperio" che ha scatenato la protesta compatta di tutti gli operatori del settore. Il rincaro arriva puntuale nonostante gli ottimi risultati del 2025, anno in cui le casse di Napoli hanno incassato oltre 30 milioni di euro grazie ai flussi turistici, e nonostante l'aumento già applicato lo scorso anno in vista del Giubileo.
Allarme occupazione e calo delle prenotazioni. I dati diffusi dagli albergatori dipingono uno scenario preoccupante per l'inizio del 2026. Nei primi due mesi dell'anno, l'occupazione delle camere a Napoli è scesa dal 61% al 58%. Le incertezze internazionali gravano anche sulle previsioni per la Pasqua, tradizionale spartiacque della stagione turistica all'ombra del Vesuvio: le prenotazioni attuali sono ancora lontane dall'80% registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Secondo le associazioni di categoria, questa contrazione rischia di frenare la crescita della città e di avere ripercussioni negative sui livelli occupazionali del comparto.
La posizione di Federalberghi Napoli. Francesca Pagliari, presidente di Federalberghi Napoli, ha espresso una netta critica verso la mancanza di concertazione: «Se a questo aumento corrispondesse un miglioramento tangibile dei servizi urbani, la scelta sarebbe più accettabile, ma i risultati oggi sono insufficienti». La richiesta degli albergatori è chiara: una parte significativa dei proventi dell'imposta deve essere destinata direttamente all’Assessorato al Turismo per finanziare attività di promozione e organizzazione che valorizzino il brand Napoli nel mondo.
Necessità di trasparenza e rendicontazione. Resta infine aperto il nodo della trasparenza. Gli operatori chiedono al Comune di Napoli incontri periodici per monitorare l'efficacia delle strategie attuate e una rendicontazione precisa su come vengono investiti i fondi raccolti. Solo attraverso un confronto costruttivo, sottolinea Federalberghi, sarà possibile garantire che il turismo continui a produrre benessere economico e sociale per l'intera comunità napoletana.
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