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Borgo Sant’Antonio Abate

Inquietante “stesa” , spari contro un istituto di suore

Gli investigatori pensano a una dimostrazione di potenza camorristica e non a un agguato fallito

Inquietante “stesa” , spari contro un istituto di suore

NAPOLI. Una dimostrazione di forza del clan Contini nel quartiere dopo gli arresti del 3 marzo scorso: ben 39 nel corso di un’operazione anticamorra coordinata dalla Dda. Così gli investigatori spiegherebbero gli undici proiettili esplosi contro il muro di cinta della scuola paritaria “Stella mattutina”, gestita dalle suore dell’ente “Maria santissima addolorata”. È successo l’altra notte, ma l’allarme è scattato la mattina seguente quando qualcuno si è accorto dei fori all'altezza del civico 11 di via Sant’Antonio Abate e ha chiamato la polizia. Le religiose hanno dichiarato di non avere mai ricevuto minacce né di nutrire sospetti e infatti l’ipotesi più probabile è che i pistoleri abbiano sparato a un bersaglio qualsiasi con l’unico obiettivo di marcare il territorio.

A compiere la “stesa”, secondo vaghe e frammentarie testimonianze raccolte, sarebbero stati due malviventi in sella a uno scooter. Al momento degli spari o subito dopo nessuno ha dato l’allarme nonostante l’elevato numero dei colpi esplosi e il calibro, 9x21, che provoca molto rumore ed è tipico delle azioni camorristiche. Sul muro di cinta dell’istituto scolastico, che ospita alunni per l'infanzia e per le elementari, sono stati trovati undici buchi mentre a terra la Scientifica della Questura ha raccolto sei bossoli. Purtroppo quel tratto di strada non è coperto dalla videosorveglianza, cosicché per il momento la traccia più concreta proviene dalla suora responsabile del centro, una cittadina indonesiana di 40 anni: «Ho avvertito in serata dei rumori in strada. Non ho pensato a degli spari, ma a dei petardi».

Anche lei ha partecipato al primo sopralluogo della polizia sul posto, notando i danni provocati dall’esplosione dei proiettili. Nella scuola paritaria lavorano maestre laiche con la collaborazione delle religiose che provvedono al pranzo e a ogni necessità per gli alunni. In questo periodo sono ospiti del centro quattro docenti indiani impegnati in un’attività con l’università Federico II. La notizia degli spari contro il muro di cinta ha suscitato scalpore, ma non ci sono state conseguenze sul normale andamento dell’attività scolastica. Le indagini sono partite immediatamente e hanno escluso che il bersaglio della “stesa” fosse l’istituto religioso. Così come dalla ricostruzione della dinamica sulla base della traiettoria dei proiettili, appare molto improbabile l’ipotesi di un agguato fallito.

Così, per esclusione, l’unica pista battuta al momento conduce a una dimostrazione di potenza criminale a suon di piombo. A marzo scorso polizia e carabinieri hanno eseguito 39 arresti su ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione di stampo camorristico, riciclaggio e autoriciclaggio. In particolare la procura antimafia ha identificato in Gennaro De Luca ’o montat il reggente del clan Contini e nel genero di quest’ultimo, Emanuele Palmieri, colui che investiva in immobili e beni di valore, tra cui orologi di lusso, i guadagni derivanti da attività illecite.

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