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l'intervista
15 Marzo 2026 - 12:13
NAPOLI. Napoli vive una stagione di grande crescita turistica, ma il confronto politico si accende sulla gestione di questo boom. L’aumento della tassa di soggiorno deciso dall’amministrazione comunale ha aperto una polemica con il mondo degli operatori. Secondo Iris Savastano, segretario cittadino di Forza Italia e componente della Commissione Turismo del Comune di Napoli, il problema non è solo l’aumento del tributo ma l’assenza di una strategia chiara per reinvestire le risorse nel miglioramento della città.
La polemica sulla tassa di soggiorno continua a far discutere. Qual è il punto politico della questione?
«Il punto non è soltanto l’aumento della tassa di soggiorno. Il vero problema è che a questo aumento non corrisponde un miglioramento concreto dei servizi per il turismo e quindi per la città. Nelle grandi destinazioni turistiche internazionali queste risorse vengono reinvestite per rendere le città più competitive: manutenzione urbana, servizi, gestione dei flussi turistici, qualità dell’accoglienza. A Napoli invece vediamo crescere il prelievo ma non vediamo un salto di qualità nella città».
Gli operatori del settore parlano proprio di questo: più tasse ma stessi problemi. È una critica fondata?
«È una critica che non può essere liquidata con superficialità. Gli operatori della filiera turistica rappresentano una parte fondamentale dell’economia cittadina e vanno ascoltati. Il turismo oggi è uno dei principali motori di sviluppo per Napoli e per questo serve un rapporto serio e strutturato tra amministrazione e imprese. Non si può pensare di gestire una fase di crescita così importante senza un confronto stabile con chi ogni giorno lavora sul campo».
Lei in Consiglio comunale ha chiesto un tavolo permanente con il settore. Perché è così importante?
«Perché il turismo non può essere governato con incontri occasionali o convocazioni sporadiche. Serve un luogo stabile di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria e operatori. Io ho chiesto formalmente l’istituzione di un tavolo permanente proprio per costruire una programmazione seria e condivisa. Napoli sta vivendo una fase straordinaria di attrattività e dobbiamo governarla con una visione di lungo periodo».
Un altro tema sollevato dagli operatori riguarda i dati sul turismo.
«Sì, ed è un punto delicato. Diversi rappresentanti della filiera stanno evidenziando differenze tra i numeri diffusi dal Comune e quelli che emergono dall’esperienza diretta del settore. Proprio per questo il confronto diventa fondamentale: solo mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni e operatori si può arrivare a una fotografia reale e condivisa del turismo a Napoli».
Il 9 aprile è previsto un Consiglio comunale monotematico sul turismo. Che cosa si aspetta da quella seduta?
«Mi auguro che sia finalmente l’occasione per aprire un confronto serio. È una seduta che ho sollecitato con forza perché credo che il turismo meriti una discussione politica all’altezza della sua importanza. Napoli oggi è una delle destinazioni più attrattive d’Europa, ma proprio per questo dobbiamo investire di più in servizi, decoro urbano, organizzazione dell’accoglienza e gestione dei flussi».
Qual è, secondo lei, la sfida più grande per Napoli nei prossimi anni?
«Trasformare il successo turistico in qualità e sviluppo per tutta la città. Il turismo non deve essere soltanto un grande numero di arrivi ma un fattore di crescita equilibrata. Questo significa migliorare i servizi, investire nel decoro urbano, valorizzare i quartieri e costruire un rapporto positivo con gli operatori del settore. Napoli ha tutte le carte per essere una capitale del turismo internazionale. Ora serve una politica turistica all’altezza di questa ambizione».
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