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I colori della Misericordia

Don Patriciello: «Sull'aborto, troppo silenzio nelle Chiese»

Cinquecento fiammelle al flambeaux sulla Via Sacra. Grande affluenza al primo Congresso Interregionale dei "Lumi Viventi di Misericordia"

Don Patriciello: «Sull'aborto, troppo silenzio nelle Chiese»

La grande fiaccolata dei Lumi Viventi di Misericordia a Pompei

POMPEI. Il primo Congresso Interregionale dei "Lumi Viventi di Misericordia", gruppi di preghiera che promuovono la devozione all'Amore misericordioso di Gesù, come testimoniato da Santa Faustina Kovalska, Papa Giovanni Paolo II e Papa Francesco, è stato uno di quegli eventi che muovono grandi masse di persone ma che passano inspiegabilmente sotto silenzio.

Un evento di natura spirituale, ma anche di forte impatto sociale, se si considera che i temi trattati dai numerosi e prestigiosi relatori hanno una grande valenza nella vita di tutti i giorni: l'aborto, la guerra e la pace, la povertà, l'emarginazione dei giovani, la famiglia, la solitudine, la malattia, la morte. Ma anche la santità, il perdono, il sorriso di cui hanno dato esempio i santi di cui sono state raccontate le storie: il Venerabile Monsignor Francesco Saverio Toppi, Santa Faustina Kovalska, San Carlo Acutis, San Francesco d'Assisi, San Bartolo Longo, San Padre Pio, Beata Madre Speranza di Gesù.

Della vita spesa tra chi chiede continuamente aiuto, Don Maurizio Patriciello ha dato immediato riscontro, intervenendo come primo ospite sul palco del Teatro Di Costanzo-Mattiello, nell'Istituto Bartolo Longo, di Pompei. «In questo momento muoiono per la guerra decine di persone: sono donne, bambini, tanti civili innocenti. A loro va il nostro primo pensiero, per le sofferenze di questi popoli - ha detto don Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano - Ma noi abbiamo il dovere di parlare anche delle decine di migliaia di bambini che vengono uccisi mediante l'aborto. In Italia sono 50mila all'anno. Anche questi sono bambini, ai quali si toglie la vita e che vengono gettati nelle fogne. Nelle nostre Chiese, nessuno più ne parla più. C'è un colpevole silenzio su questa realtà, che dobbiamo rompere. Abbiamo ridotto la lotta per la vita a una sola Giornata all'anno. Ricominciamo a parlarne. Parlatene nei supermercati, nelle salumerie, sul posto di lavoro. Rompiamo questo silenzio. Tutti: politici, comunità, famiglie, sacerdoti, abbiamo il dovere di aiutare i genitori, le mamme a rifiutare l'atrocità dell'aborto. E il modo migliore non è liquidare le questioni scomode o dolorose con un "preghiamo insieme": bisogna assumere la croce del fratello sulle proprie spalle. Concretamente. Sollevarlo dalle fatiche del vivere con un atto generoso di misericordia vera. È così che, nella mia parrocchia, abbiamo salvato 12 vite: 12 bambini che oggi vivono e giocano tra noi.».

L'abominio dell'aborto è stato argomento anche dei sacerdoti che si sono succeduti nell'intera giornata, durante la quale sono stati tributati grandi applausi a monsignor Domenico Sorrentino (foto in alto), Vescovo emerito e amministratore apostolico di Assisi, che ha tenuto a  lungo la platea incollata all'ascolto del suo racconto sui doni mistici di Monsignor Francesco Saverio Toppi, suo padre spirituale, che lo precedette nella carica di Arcivescovo di Pompei. Il prossimo anno ricade il decennale della morte (2007) di monsignor Toppi. «Egli ha ricevuto doni spirituali eccezionali che gli hanno consentito di viaggiare nel mondo di Dio, come Carlo Acutis, dove ha sentito tutta la grazia della Misericordia ma anche la forza dell'Inferno. Perché, quando qualcuno viene da me per chiedere una benedizione, capisco che lo fa per ricevere grazie di guarigione del corpo e dell'anima. Ma va chiarito che Gesù non ha mai detto vieni e ti risolvo i problemi, bensì "chi vuole venire dietro di me, prenda la croce e mi segua". Cioè, la consolazione e la pace non prescindono dall'affrontare ogni giorno ognuno i propri problemi. E il più grande atto di misericordia è farci carico del dolore degli altri».

Interesse ha suscitato la relazione di frate Massimiliano Noviello (foto in alto), vice postulatore nella causa di beatificazione di monsignor Francesco Saverio Toppi.

In grande evidenza, sul palco, il piccolo quadro "pellegrino" del Gesù della Divina Misericordia, che nel 2023 Papa Francesco consegnò a don Pasqualino di Dio, sacerdote-esorcista della diocesi di Gela, coordinatore nazionale dei Gruppi della divina Misericordia. «Il quadro ha al suo interno reliquie di Suor Faustina, della Beata Speranza di Gesù, di San Pio da Pietrelcina, di Carlo Acutis, del beato Michał Sopoćko» ha spiegato Graziella Iorio, che insieme con Padre Franco Picardi sono i fondatori dei gruppi "Lumi Viventi di Misericordia".

«Come disposto da Papa Francesco e poi confermato da Papa Leone XIV, il quadro girerà le parrocchie nel mondo e si fermerà nelle case delle famiglie che lo ospiteranno, fino al 2033, in cui si celebrerà i 2000 anni della nascita della Chiesa», ha aggiunto Graziella.

«Quindici giorni fa - ha rivelato don Pasqualino Di Dio, che accompagna la sacra effigie nella sua peregrinatio - il quadro era a Beirut... è passato di lì prima che si scatenasse questa guerra. Dal Libano ho portato via un ricordo meraviglioso: di San Charbel, un santo veneratissimo che fino a 70-80 anni fa era praticamente sconosciuto e che ora sta facendo tanti miracoli».

Recentemente rientrato dal Marocco, anche il Vescovo Giovanni D'Ercole che ha definito la guerra in atto "un disastro". «La guerra non risolve mai niente... è una ferita profonda in tutto il Medio Oriente che ora è infiammato e sarà faticoso spegnere questo fuoco. A morire sono sempre gli innocenti, che non c'entrano nulla. Abbiamo il dovere di creare la cultura della pace. Dire sempre no, no, no alla guerra. E noi cristiani dobbiamo pregare molto per cambiare la logica del mondo che è quello della vendetta. Dobbiamo imparare ad ascoltare. Noi cristiani dobbiamo essere strumenti di riconciliazione, di comprensione reciproca e soprattutto di accettazione gli uni degli altri, creando piccoli focolai di pace qui che dilaghino nel mondo, ha detto D'Ercole.

Ha riscaldato il cuore di tutti i presenti il Cardinale Angelo Comastri (foto in basso), che non è riuscito a stare in presenza ma ha parlato in un videomessaggio. «Dio è onnipotente nell'amore e onnipotente nella bontà. Questa è la grande notizia, la più grande novità dall'inizio della creazione, come descritto nel Salmo 23» ha ricordato il Cardinal Comastri.

Intensa la meditazione animata da don Pasqualino Di Dio (foto in alto) durante la recita della Coroncina della Misericordia e l'Adorazione dell'Eucaristia. È avvenuto alle ore 15, l'ora in cui a Santa Faustina Kovalska è stato insegnato di «fermarsi e meditare la passione di Gesù, la sua morte in croce».

«Facciamo sempre, ovunque ci troviamo - ha raccomandato don Pasqualino - Non è necessario recitare la Coroncina, perché non è questo che Gesù ha chiesto a Santa Faustina. Va bene, certo, ma basta anche solo soffermarsi e pregare ricordandosi di Gesù a quest'ora».

Tanti i ringraziamenti con cui Stefano Irollo, organizzatore dell'evento, ha concluso la giornata, allietata dal gruppo di artisti del "Joyfull". Tra i presenti anche l'Arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, monsignor Francesco Alfano.

 

La giornata è proseguita con una partecipata fiaccolata, con il rosario guidato da Fratel Filippo Rizzo, rettore dell'Istituto Bartolo Longo, una delle opere di carità del fondatore-santo. La processione di 500 fiammelle ha raggiunto alle ore 19 il Santuario dedicato alla Vergine del Santo Rosario di Pompei, dove l'Arcivescovo prelato, monsignor Tommaso Caputo ha presieduto la celebrazione in una basilica affollata di pellegrini oltre ogni attesa. 

 

 

 

 

 

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