Tutte le novità
Camorra
16 Marzo 2026 - 12:13
Anche elementi di spicco del clan Mazzarella, come Alberto e Ciro Mazzarella, sono tra i destinatari delle misure cautelari eseguite questa mattina dai carabinieri del nucleo investigativo di Napoli nell'ambito di un'inchiesta su truffe informatiche realizzate in Italia e in territorio iberico dal sodalizio sgominato quest'oggi.
Sedici, complessivamente, i provvedimenti cautelari eseguiti nei confronti di altrettanti indagati, a cui si aggiungono sequestri per circa un milione di euro. A tanto ammonta il giro d'affari per i capi d'imputazione contestati: associazione per delinquere, frode informatica e accesso abusivo a sistemi informatici, reati aggravati dalle finalità mafiose.

I dettagli dell'operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in procura alla presenza del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto della Dda Sergio Amato, del comandante del reparto operativo dei carabinieri di Napoli Antonio Bagarolo e del comandante provinciale dei carabinieri Biagio Storniolo.
Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale Antimafia della procura di Napoli, hanno permesso di accertare come gli autori delle azione criminali, qualificandosi come operatori antifrode, agenti della polizia postale o militari dell'Arma, convincevano le vittime a disporre bonifici per scongiurare operazioni illecite sui relativi conti correnti.
Le truffe venivano realizzate mediante attività di phishing (e-mail contraffatte) e vishing (telefonate fraudolente), attraverso le tecniche di caller Id spoofing (modificando il numero del chiamante in modo da far figurare quello dell'istituto di credito di appartenenza), inducendo così in errore la vittima, che, ritenendo di parlare con un operatore del proprio istituto di credito, rivelava dati sensibili anche attraverso l'inoltro di successivi link che conducevano a siti clone.
ESPERTO INFORMATICO DAL CLAN LICCIARDI AI MAZZARELLA
Tutte le organizzazioni camorristiche si dedicano ad attività come le truffe informatiche, con un ruolo centrale che sarebbe rivestito dal clan Licciardi. Nell'inchiesta che riguarda il clan Mazzarella, figura chiave è quella di un esperto informatico di 25 anni collegato proprio ai Licciardi, con quest'ultima cosca, "rivale" dei Mazzarella, che avrebbe autorizzato l'impiego dell'esperto, un profilo tecnico necessario per mettere a segno le truffe.
«Non è una società», ha detto il procuratore aggiunto della Dda Sergio Amato, spiegando che i due clan «non si mettono insieme, mantengono la loro distinzione criminale, e anzi dalle intercettazioni si capisce che tra loro non c'è un buon rapporto, ma i Licciardi autorizzano i Mazzarella ad avvalersi di questa persona».
Le truffe venivano commesse in tutto il territorio nazionale, ma anche in Spagna, dove sono stati allestiti uffici con personale destinato a svolgere questo tipo di attività criminale.
GRATTERI: CAMORRA MOLTO EVOLUTA SUL PIANO INFORMATICO
«Vogliamo lanciare un avviso ai cittadini italiani, perché questo non è un fatto locale: l'organizzazione Mazzarella ha sì sede a Napoli, ma è una delle organizzazioni più potenti che hanno dimostrato di essere contemporanee. Le mafie sono contemporanee, lo è anche la camorra. E soprattutto a Napoli ho visto una camorra molto evoluta sul piano informatico, sulla capacità di commettere crimini nel dark web, attraverso la tecnologia». È quanto ha spiegato il procuratore di Napoli Nicola Gratteri.
«L'indagine di oggi - ha evidenziato il procuratore di Napoli - è la conferma di quello che io ho visto appena sono arrivato a Napoli. Noi qui siamo attrezzati, perché abbiamo all'interno della procura, oltre alla Dda, una sezione specializzata per i reati informatici, con cinque colleghi che fanno questo tipo di indagini. Polizia, carabinieri e guardia di finanza si stanno attrezzando, ma in questo tipo di indagini non si è mai pronti, perchè, mentre noi parliamo, si scoprono nuove tecniche, nuovi modi per commettere reati nel dark web e nel mondo dell'informatica. Noi cerchiamo di stare al passo».
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo