Tutte le novità
La svolta attesa
16 Marzo 2026 - 20:50
Uno dei bastioni della Real Cittadella di Messina (foto Rocco Papandrea)
MESSINA. Dopo tre anni, la gente è potuta tornare tra i resti della Real Cittadella di Messina, che era stata dichiarata “zona rossa” a marzo 2023 in attesa della bonifica dei suoli. Domenica 15 marzo l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto di Messina, presieduta da ottobre dall’avvocato Francesco Rizzo, ha autorizzato una visita al bastione Santo Stefano della fortezza, affacciato sul mare dello Stretto, e ai cortili interni già ripuliti. Per la fortezza, teatro della resistenza borbonica all’assedio piemontese del 1860-61 e nei secoli precedenti delle vicende militari più importanti della Storia della Sicilia e del Sud, è un segnale di speranza.

Diventa concreta, dopo anni di denunce dello storico e archeologo Franz Riccobono, scomparso nel 2022, e la mobilitazione delle associazioni culturali e identitarie, che sono riuscite a trascinare la politica, la prospettiva di un recupero della Real Cittadella e della bellissima zona della Falce in cui sorge. Un Convegno organizzato dalla “Associazione Amici del Museo-Franz Riccobono” nella sede dell'Istituto di istruzione superiore "Verona Trento" ha riunito studiosi, esponenti delle associazioni, appassionati di Storia e gli alunni della scuola che, nel 1996, realizzarono un fedele modello in scala della fortezza a forma di stella esposto nell’Istituto.

«I messinesi sono sempre stati vicini nella loro Storia al mare e alla Zona Falcata», ha detto il neopresidente degli “Amici del Museo» Guglielmo Labruto.
«La Cittadella e la zona della falce – ha aggiunto il presidente emerito Luigi Montalbano - sono un pezzo dell’identità di Messina. Lo dico ai giovani, devono cancellare la vergogna dell’inceneritore che vi fu collocato negli anni ‘70».

Fu il punto più basso nella vicenda di degrado e abbandono del monumento, un importante esempio di architettura militare realizzato nel XVII secolo dall’ingegnere fiammingo Carlos de Grünenbergh per la Corona di Spagna, ridotto a non luogo e mortificato insieme all’intera zona della Falce dalla collocazione di industrie inquinanti, dai rifiuti e dalle auto rottamate della Polizia di Stato. Le diapositive in bianco e nero mostrate dal prof. Biagio Ricciardi hanno documentato una vicenda incredibile, purtroppo non unica al Sud, di odio verso il passato (dopo l’unità fu chiesta la demolizione del monumento-simbolo), di violenza al territorio e di indifferenza della classe politica. «Il recupero della Real Cittadella – ha detto il presidente di Archeoclub dell’Area Integrata dello Stretto Rosanna Trovato – è una montagna ancora da scalare, ma c’è l’impegno positivo di Rizzo».


«La Cittadella è Storia, una Storia che merita di essere approfondita e rivista – ha detto Piero Adamo, di ‘Vento dello Stretto’ (foto in alto), il movimento civico protagonista della mobilitazione degli anni scorsi con lo slogan “liberiamo la zona Falcata - e c’è stata una damnatio memoriae fatta di incuria e di ignoranza. Non si è capito che cosa rappresenta sia in termini storici che di sviluppo. Così, abbiamo assistito a demolizioni a danno della città, e alla maledizione dell’inceneritore. I rifiuti di Messina si bruciavano dentro la Real Cittadella. Ma negli ultimi 15 anni si è rimediato a 100 anni di follie e iniziative sbagliate. La scintilla di Franz Riccobono ha aperto una nuova prospettiva».
«Quella di procedere per aperture progressive del monumento per restituirlo alla città – ha detto il prof. Marco Grassi, che ha coordinato i lavori del convegno - era la sua idea. Cominciamo ad aprire un piccolo Museo nelle parti recuperate».
Gli ex alunni dell’Istituto Verona Trento, autori del plastico dorato del monumento sulla base di una pianta custodita a Napoli, si si sono alzati tra gli applausi.

Francesco Rizzo (a sinistra nella foto in alto, accanto, il prof Marco Grassi), presidente dell’Autorità Portuale dello Stretto, proprietaria dei suoli da bonificare su cui sorge la fortezza ha confermato: «si procederà con aperture graduali. Intanto, i cortili interni sono stati integralmente ripuliti dall'ADSP e il bastione Santo Stefano (uno dei due superstiti, ndr) sarà parzialmente accessibile. È un primo passo per rendere fruibile in tutta la sua bellezza la zona Falcata e la Cittadella».

Rizzo ha annunciato «un calendario di iniziative da stabilire in collaborazione con tutte le associazioni interessate, a questo grande progetto di recupero e di fruizione. Voglio portare avanti questa missione - aggiunge - fino all’ultimo minuto del mio mandato».
«La bonifica dei suoli è stata affidata a Invitalia - dice al ROMA il presidente dell’ ADSP dello Stretto - perché è la stazione appaltante migliore». Certo occorreranno altri fondi, oltre ai 23 milioni di euro recuperati dal sottosegretario Matilde Siracusano nel 2023, ma intanto si comincia.

I fantasmi di Bagnoli aleggiano sul mare azzurrissimo dello Stretto. Ma qui non dovrebbe andare a finire allo stesso modo. «Stiamo pensando a dare alle nuove generazioni questo testimone, e mia figlia per la scuola sta preparando una tesina sulla Real Cittadella» conclude Rizzo.

Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo