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Il caso

Drone si schianta sulla caserma

Secondo gli investigatori dell’Arma, intervenuti in corso Malta, era diretto verso il vicino carcere di Poggioreale

Drone si schianta sulla caserma

Sull’episodio stanno indagando adesso i carabinieri della compagnia Poggioreale

NAPOLI. Ancora un drone intercettato in città: trasportava telefonini, con tutta probabilità destinati al vicino carcere di Poggioreale. I carabinieri della compagnia Poggioreale sono intervenuti intorno alle 23 di lunedì - allertati dal 112 - nella caserma di corso Malta decimo Cerimant.

Poco prima il militare addetto alla vigilanza della caserma aveva notato e segnalato la presenza di un drone che si era incastrato sul tetto. Il velivolo a comando remoto, hanno poi accertato i militari, trasportava una busta con un filo di nylon. Nella busta un mini cellulare e uno smartphone. Sia il drone che i telefoni sono stati sequestrati. Indagini in corso per capire da dove sia decollato il dispositivo.

Di certo c’è che si tratta di un episodio ormai tutt’altro che isolato. L’ultimo sequestro sospetto era avvenuto appena pochi giorni fa, quando un detenuto è stato sorpreso dalla polizia penitenziaria nelle docce di un padiglione del carcere di Poggioreale, dove aveva trasferito cellulari e droga giunti con un drone poi riuscito ad allontanarsi.

All’interno di una busta gli agenti hanno trovato tre smartphone di nuova generazione e due panetti di droga con peso di 150 grammi: l’uomo è stato bloccato e il carico, pronto per essere smerciato agli altri detenuti, sequestrato. Per il presidente e il segretario del sindacato Uspp, Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, quest’ultimo episodio conferma che è in atto «una vera e propria guerra tecnologica quotidiana nelle carceri, a causa dell’uso dei droni. Una realtà complessa per la polizia penitenziaria che deve fare i conti con consegne sempre più precise ed efficaci supportate dall’hi-tech».

Il sindacato Uspp esprime «soddisfazione per la brillante operazione, che dimostra la professionalità della polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale, in grado di garantire spirito di abnegazione e un ambiente detentivo sicuro e legale». Nel contempo, però, sottolinea che nelle carceri, con la criminalità che ormai usa con dimestichezza i corrieri volanti, «l’introduzione di droga e cellulari ha fatto registrare un cambio di passo».

Per questo motivo il sindacato chiede «con urgenza di dotare la polizia penitenziaria di strumenti tecnologicamente avanzati capaci di fronteggiare le minacce tecnologiche, come i sistemi anti droni o gli jammer, gli inibitori di segnale».

«A Poggioreale, nonostante il deficit di organico che si attesta sulle 150 unità, la polizia penitenziaria riesce solo con sacrificio a mantenere l’ordine e la sicurezza interna», concludono i due sindacalisti. L’ultimo “blitz” risaliva a fine febbraio, quando un drone che trasportava droga e cellulari è stato intercettato e neutralizzato dal servizio antidroni della polizia penitenziaria di Poggioreale.

Gli agenti hanno individuato e arrestato due piloti, dotati di un altro velivolo, sorpresi sul tetto di uno dei palazzi che si trovano di fronte al penitenziario. Sequestrati due droni, 15 smartphone, 150 grammi di hashish, 20 grammi di cocaina e 20 grammi di crack. I due sono stati trasferiti nel carcere che avevano preso di mira.

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