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il dibattito a Napoli
18 Marzo 2026 - 12:40
Giuseppe Conte e Gennaro Sangiuliano
Centinaia di ragazzi hanno affollato i corridoi della Università Federico II di Napoli per partecipare al dibattito, tra sì e no, sul referendum sulla riforma della giustizia che vede la partecipazione, tra gli altri, del leader del M5S, Giuseppe Conte e di Gennaro Sangiuliano, ex ministro, capo dell'opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania. Per fare fronte alla grande partecipazione l'Ateneo ha allestito un'ulteriore aula e una diretta streaming.
LE RAGIONI DEL NO
«Votiamo no a questo referendum contro la casta dei politici che vuole mettersi a riparo dall'inchiesta della magistratura». Lo ha detto Giuseppe Conte, leader del M5s, a margine del dibattito sul referendum sulla riforma della giustizia organizzato all'Università degli Studi di Napoli Federico II.
«Questa è una riforma che non serve ai cittadini - ha aggiunto - questa è una riforma che serve alla casta della politica per cercare di schiacciare la magistratura, per cercare di mettersi al riparo dalle inchieste della magistratura. La nostra risposta è che la legge è uguale per tutti ed è uguale anche per i politici».
A chi ha ricordato che anche le forze di opposizione volevano una riforma della giustizia, Conte ha risposto: «Ma non questa porcheria. Certo, anche io ho proposto, quando ero al Governo, con il ministro Bonafede, un sorteggio ma temperato perché non è che il sorteggio lo fai puro per i magistrati e poi invece lo fai farlocco per la politica».
«Sulla riforma sentiamo dire dobbiamo completare il percorso avviato da un illustrissimo politico e penalista, Vassalli. Fermo restando che Vassalli non ha voluto la separazione delle carriere, non l'ha proprio contemplata e prevista» ha detto Conte.
«Si dice, dobbiamo completare l'ultimo miglio. Ma senza quest'ultimo miglio abbiamo vissuto benissimo», ha sottolineato il leader del M5s.
LE RAGIONI DEL Sì
«Non è una questione politica, non ci sono in gioco governi e partiti e lo testimonia il fatto che tanti uomini radicati a sinistra hanno deciso di votare per il sì, persone che hanno le loro legittime idee di sinistra hanno deciso di votare sì perché il ragionamento va fatto sulle questioni che il referendum ci pone». Lo ha detto Gennaro Sangiuliano, consigliere regionale di Fratelli d'Italia in Campania, già ministro della cultura del governo Meloni, nel corso di un dibattito alla Federico II sul referendum.
«Ho altissimo rispetto dei magistrati e della loro funzione di giurisdizione che è il nocciolo dello Stato - ha aggiunto -. Lo Stato di diritto nasce quando si supera lo stato primitivo della giustizia e si conferisce alla società organizzata il diritto-potere di esercitare e amministrare la giustizia. Affinché questa funzione possa essere esercitata - ha proseguito Sangiuliano - la magistratura deve essere credibile nel suo operare e un altro principio fondamentale è che il giudice deve essere terzo, indipendente, deve garantire un giusto processo. In questa riforma, non c'è un articolo, non c'è una virgola che lasci lontanamente immaginare la subalternità del giudice alla politica».
«Il sorteggio è garanzia di democrazia, di uguaglianza e di civiltà. Il sorteggio è già insito nella nostra Costituzione, ad esempio se il Presidente della Repubblica deve essere giudicato, è giudicato da un'Alta Corte di cui una parte è sorteggiata» ha detto l'ex ministro della Cultura, che ha sottolineato come con il meccanismo del sorteggio «si sottrae il Csm alle correnti della magistratura che sono diventate veri e propri partiti politici, portando la politica all'interno dell'azione giurisdizionale. Io sono assolutamente convinto - ha proseguito - che il 99 per cento della magistratura sia composta da magistrati bravi e preparati, ma ritengo che quando un magistrato sbaglia deve rispondere delle sue responsabilità».
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