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la sentenza
18 Marzo 2026 - 18:21
Il Gup del Tribunale di Napoli ha condannato Antonio Pompilio, accusato di essere essere stato il capo, promotore e organizzatore del Clan Amato-Pagano, a 12 anni e 8 mesi di reclusione al termine del processo celebrato con il rito abbreviato. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna complessiva pari a 23 anni di reclusione ma il giudice, avendo riconosciuto anche il vincolo della continuazione tra i reati contestati, ha dimezzato la richiesta di pena avanzata.
ll processo scaturisce dall'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia che ha ricostruito l'organigramma del clan Amato-Pagano e che, nel dicembre 2024, aveva portato all'arresto di circa cinquanta persone. Gli inquirenti sostenevano in particolare che, grazie a un rapporto costante e privilegiato con il narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale, Pompilio (catturato in Spagna ed estradato in Italia nel marzo del 2025, difeso dagli avvocati Luigi Senese e Andrea Di Lorenzo) fosse riuscito a imporsi come uno dei più grandi narcotrafficanti del Paese, organizzando diverse importazioni di cocaina.
Nel medesimo procedimento giudiziario gli veniva contestata anche una rapina aggravata dal metodo mafioso ai danni di un giovane di Marano di Napoli. Per gli stessi fatti è in corso un altro processo, davanti al gup Federica Villano con una cinquantina di imputati. La fase dibattimentale di questo procedimento si concluderà il prossimo 26 marzo con le conclusioni dell'avvocato Luigi Senese per gli ultimi due dei suoi otto assistiti.
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