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19 Marzo 2026 - 12:46
NAPOLI. Comprendere al meglio le delicate questioni in gioco nel referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario. Con questo obiettivo, Manageritalia Campania ha organizzato presso la sede di via Medina, 40, a Napoli, un interessante dibattito tra due autorevoli magistrati napoletani che hanno illustrato le ragioni del sì e del no alla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il conseguente sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura i cui membri non saranno più eletti, ma sorteggiati e l’istituzione di un'Alta Corte Disciplinare.
A confrontarsi su questi e altri aspetti, con la moderazione del giornalista de "Il Mattino", Leandro Del Gaudio, sono stati Vanni Corona e Catello Maresca. Il primo, già sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, e impegnato in passato come Pubblico Ministero occupandosi della faida di Scampia, ha espresso le ragioni per cui la riforma va bocciata: «Si tratta di una riforma che va a incidere sugli equilibri di potere dello Stato. Andando a intervenire sul Csm si indebolisce quella che è la possibilità da parte del potere giudiziario di fare la verifica della aderenza dell’attività di chiunque alle norme, e ciò implica uno sbilanciamento, che è un potenziale pericolo a cui assistiamo già adesso, tenuto conto dell’attuale mancanza di produzione legislativa da parte del Parlamento. E teniamo conto che l’ultimo step di questo sbilanciamento è la legge sul premierato, che toglierà, di fatto, gran parte dei poteri al nostro arbitro vero, che è il Presidente della Repubblica».
Sulla sponda opposta Maresca, già candidato a sindaco di Napoli e attuale consigliere comunale in carica, ma soprattutto dal 2007 al 2018 sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, occupandosi delle principali inchieste contro la mafia casalese: «Si conserva l’autonomia della magistratura, sia del pubblico ministero che del giudice, facendo un doppio Csm, e si interviene su una stortura, purtroppo grave, del nostro Paese, che è il correntismo. Si individua il sorteggio e si responsabilizza di più il magistrato con l’alta corte di disciplina”. Sul sorteggio, Maresca aggiunge: «Purtroppo il nostro sarà l’unico Paese d’Europa che avrà il sorteggio, ma è anche l’unico che ha visto quello squallore nel telefono di Palamara, da cui sono usciti 700 magistrati che facevano la fila alla porta del Csm per avere favori. Ciò è accaduto solo in Italia, e richiede un intervento forte, che è il sorteggio, che poi esiste già».
Presente all’incontro anche Pier Paolo Baretta, Assessore al Bilancio del Comune di Napoli: «Credo che un dibattito che sta coinvolgendo tutto il Paese, un’occasione sulla quale ci si confronta sulle idee e non sulle polemiche, sia assolutamente importante, per cui ben venga questo appuntamento organizzato dai manager. A me pare problematico il sorteggio, che è una prassi non coerente con certe scelte democratiche, e la separazione del Csm per me, riduce e non aumenta, lo spazio di controllo».
La conversazione è stata preceduta dai saluti istituzionali di Ciro Turiello, presidente di Manageritalia Campania, che ha sottolineato come «noi siamo un’associazione di rappresentanza, per cui abbiamo il diritto, ma anche il dovere, di fare in modo che su temi importanti come quello della giustizia e di un referendum che potrebbe modificare alcuni articoli della Costituzione italiana, i nostri associati abbiano tutte le informazioni. Stiamo solo svolgendo un compito che, a mio avviso, è principale per gli organismi intermedi. Forse quel che è mancato in questa fase è che altri organismi intermedi non hanno messo in campo questa azione».
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