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Riesame

Concorso esterno, l’avvocato resta in carcere

Favori al “sistema” e truffe assicurative, niente sconti dal Riesame: misura confermata per D’Antonio

Concorso esterno, l’avvocato resta in carcere

NAPOLI. L’ombra dell’Alleanza di Secondigliano sull’ospedale San Giovanni Bosco, arriva la prima tegola per il penalista arrestato poche settimane fa con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Il tribunale del Riesame ieri mattina, accogliendo in pieno l’impianto accusatorio formulato dalla Procura, ha confermato la custodia cautelare in carcere per l’avvocato Salvatore D’Antonio, sospettato di aver agevolato le attività del clan Contini facendo soprattutto da tramite nelle comunicazioni tra gli affiliati detenuti e quelli a piede libero.

Il penalista resta dunque detenuto a Secondigliano. Troppo imponente il fascicolo a suo carico per rendere un interrogatorio esaustivo. D’Antonio era stato giò sottoposto all’interrogatorio di garanzia e in quel caso aveva preferito fare scena muta. Il penalista, assistito dai colleghi Onofrio Annunziata e Vincenzo Esposito, si era avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip Ivana Salvatore e del pm Alessandra Converso.

Il 51enne originario di Ottaviano aveva però rappresentato la propria intenzione di sottoporsi a un nuovo interrogatorio nei prossimi giorni. D’Antonio è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Insieme a lui erano finite in carcere altre tre persone, una delle quali - Salvatore De Rosa - è però ancora ricercata.

I reati contestati ai 76 indagati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio.

Quanto al penalista Salvatore D’Antonio, la Direzione distrettuale antimafia ipotizza che abbia fatto da tramite del clan Contini, favorendo le comunicazioni tra affiliati detenuti e a piede libero. L’avvocato è anche sospettato anche di essere al centro di un colossale giro di truffe assicurative.

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