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L'inchiesta
21 Marzo 2026 - 08:51
NAPOLI. I tentacoli del clan sulle attività commerciali e criminali di Giugliano, condanna soft per i fratelli Mallardo accusati di racket. Francesco Mallardo, 45 anni, e Vincenzo Mallardo, 30 anni, entrambi di Giugliano, erano stati arrestati in un’operazione della polizia di Stato, dove gli agenti del commissariato di Giugliano-Villaricca avevano eseguito due ordinanze di custodia cautelare, ritenendoli responsabili di tentata estorsione aggravata in concorso della somma di 7mila euro, che sarebbe stato il corrispettivo della sostanza stupefacente da loro ceduta, presuntamente, alla persona offesa.
Il pubblico ministero aveva chiesto la pesante condanna a 6 anni di reclusione, ma il giudice del tribunale di Napoli Nord, accogliendo le arringhe degli avvocati Viviana Mingione, Luigi Poziello e Mauro Porcelli, li ha condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione, che con lo sconto della legge Cartabia diventeranno 2 anni e 8 mesi di reclusione.
«Ti devo sparare nelle gambe, ti porto finito, tu meriti solo la morte, mó devi morire, se non esci ti sparo», le frasi usate dai fratelli, secondo la pubblica accusa, nei confronti delle lesbiche sine offese. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fratelli Mallardo avrebbero tentato di ottenere illecitamente denaro o altri vantaggi dall’imprenditore, minacciandolo per costringerlo a soddisfare le loro richieste.
Gli elementi raccolti durante le indagini hanno convinto la Procura a richiedere l’applicazione delle misure cautelari, accolte dal giudice e subito eseguite dagli agenti del commissariato. Durante l’operazione, la polizia ha eseguito anche una perquisizione domiciliare presso l’abitazione di Vincenzo Mallardo, con esito positivo: sono stati rinvenuti circa 850 grammi di marijuana e materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente, utile alla suddivisione in dosi.
Il ritrovamento della droga conferma l’ipotesi investigativa secondo cui l’uomo potrebbe essere coinvolto non solo nell’estorsione contestata, ma anche in attività legate allo spaccio di stupefacenti sul territorio. Le autorità intendono verificare se vi siano legami con altre attività illecite già monitorate sul territorio di Giugliano e Villaricca.
L’operazione confermava comunque l’impegno della polizia di Stato nel contrasto alla criminalità diffusa, in particolare alle forme di estorsione e al traffico di sostanze stupefacenti, fenomeni che continuano a destare preoccupazione tra commercianti e residenti. Ieri mattina il processo di primo grado si è intanto concluso con un verdetto non del tutto all’altezza delle aspettative di inquirenti e investigatori.
Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna, piuttosto consistente, a 6 anni di reclusione, ma il giudice del tribunale di Napoli Nord, accogliendo le arringhe degli avvocati Viviana Mingione, Luigi Poziello e Mauro Porcelli, li ha condannati a 3 anni e 4 mesi di reclusione, che con lo sconto della legge Cartabia diventeranno 2 anni e 8 mesi di reclusione. Niente stangata, dunque.
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