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Epatite A, otto nuovi casi al Cotugno: 54 i ricoverati

Le condizioni cliniche dei pazienti ricoverati non presentano aspetti di criticità

Epatite A, otto nuovi casi al Cotugno: 54 i ricoverati

Presso il Pronto soccorso dell'ospedale Cotugno di Napoli sono 8 i nuovi casi di epatite virale HAV (epatite A) registrati alle 13 di oggi. Al momento i pazienti ricoverati con Epatite A nei reparti di degenza del Cotugno sono 54. Le condizioni cliniche dei pazienti ricoverati non presentano aspetti di criticità. 

È quanto fa sapere la Direzione dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, ricordando di aver istituito un monitoraggio costante dell'andamento del fenomeno per adeguare la disponibilità di posti letto.

Al momento non sussiste alcuna criticità assistenziale. Le misure adottate dalla Regione Campania e dai Comuni - si legge in una nota - unitamente alla responsabilità dei cittadini nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, consentiranno di contenere l'aumento dei casi. 

EPATITE A

L'epatite A è un'infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. Si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell'esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni.

SINTOMI

I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l'infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti. Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco.

I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate; per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato. Va evitato il consumo di molluschi crudi o appena scottati.

COME CONSUMARE FRUTTI DI MARE E FRUTTI DI BOSCO

Per cozze, vongole e altri molluschi bivalvi, la sola apertura delle valve non deve essere considerata una garanzia sufficiente di sicurezza: la cottura deve proseguire fino a quando il prodotto risulta ben cotto in modo uniforme. In altre parole, non vanno consumati molluschi "appena aperti", tiepidi o solo parzialmente cotti.

È inoltre fondamentale acquistare soltanto da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, provenienza e corrette modalità di conservazione, ed evitare in modo assoluto prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali.

Per i frutti di bosco occorre distinguere tra freschi e surgelati: quelli freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile subito prima del consumo, quelli congelati o surgelati, invece, devono essere consumati solo dopo cottura (la raccomandazione riportata dall'Istituto Superiore di Sanità è di portarli a ebollizione a 100° C per almeno 2 minuti. Non devono quindi essere usati crudi per guarnire dolci, yogurt, semifreddi o macedonie).

LE REGOLE PRATICHE

Le regole pratiche da seguire ogni giorno:

lavare accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l'uso del bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata;

separare alimenti crudi e cotti, usando utensili e taglieri diversi oppure lavandoli accuratamente tra un uso e l'altro;

pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi;

lavare bene frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente;

bere solo acqua sicura e non utilizzare acqua di provenienza non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio;

non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica;

rivolgersi al medico in presenza di sintomi come nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi.

Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può essere più impegnativo negli adulti più anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti.

Informazione corretta, diagnosi precoce, igiene accurata e comportamenti alimentari prudenti sono gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell'infezione.

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