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archivi e tesori d’arte
22 Marzo 2026 - 21:15
La residenza dei Farnese a Caprarola
NAPOLI. Figlio di Elisabetta Farnese e di Filippo V di Spagna, Carlo di Borbone, che inaugurò il Regno di Napoli nel 1734 guadagnandosi il titolo di “ ‘o rre nuosto”, trasferì a Napoli uno straordinario patrimonio d’arte, appartenuto alla famiglia materna, che si era incrociata con i Medici di Firenze.


Fu una delle componenti fondamentali di un processo di inculturazione che culminò nel Regno di Napoli e poi delle Due Sicilie.
Se le opere d’ arte, in buona parte esposte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sono note anche a un pubblico di non addetti ai lavori, i luoghi dei Farnese lo sono molto meno: il Palazzo di Caprarola, nei pressi di Viterbo, Gradoli e Latera, piccoli centri della Tuscia viterbese non lontano dal lago di Bolsena, il Palazzo della Pilotta a Parma, e naturalmente Palazzo Farnese a Roma, già di proprietà dei Borbone-Due Sicilie, attualmente sede dell’ambasciata di Francia, lo sono molto meno. Poco si sa anche del patrimonio documentale conservato nell’Archivio di Stato di Napoli.

Con l’aiuto di immagini fotografiche di grande interesse Teresa Leone (foto in alto), presidente dell’Associazione Napoletana Arte Territorio Restauro Ecologia e Società, il Soprintendente per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, Margherita Eichberg (foto in basso) e l’archivista Gaetano Damiano hanno acceso i riflettori sulla famiglia Farnese in un convegno svoltosi il 19 marzo a Palazzo Serra di Cassano (“Venite all’ombra dei gran gigli d’oro”).


L’iniziativa è parte del progetto di un itinerario culturale sui luoghi farnesiani lanciato da Antares che partirà a settembre e comprenderà Napoli, la Tuscia, l’Abruzzo - che fu a lungo governato da Margherita d’ Austria, moglie di Ottavio Farnese, e antenato diretto di Elisabetta - e Parma e Piacenza.


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