Tutte le novità
l'inchiesta
27 Marzo 2026 - 08:54
NAPOLI. L'inchiesta sulla diffusione dell'Epatite A tra la Campania e il basso Lazio ha raggiunto una fase determinante, delineando uno scenario di frode alimentare dai contorni allarmanti. La Procura di Napoli sta lavorando su un'ipotesi investigativa precisa: partite di cozze contaminate, importate illegalmente dall'estero a prezzi stracciati, sarebbero state mescolate a prodotti locali di alta qualità per essere poi immesse sul mercato con etichette d'origine contraffatte. Il Nucleo Antisofisticazioni (Nas) dei Carabinieri ha già proceduto ai primi sequestri preventivi, contestando il reato di commercio di alimenti pericolosi per la salute pubblica.
I numeri forniti dall'Istituto Superiore di Sanità confermano la gravità della situazione: nel solo mese di marzo 2026 si sono registrati 160 casi di infezione, di cui 110 concentrati in Campania. Il confronto con i dati dell'anno precedente è impietoso, evidenziando un balzo preoccupante da 43 a 262 contagi complessivi nel primo trimestre. Le indagini si focalizzano sulla tracciabilità dei mitili, con particolare attenzione ad alcuni lotti provenienti dall'area di Bacoli che avrebbero causato focolai d'infezione anche nella zona di Terracina. Gli inquirenti, supportati dai tecnici dell'Arpac, stanno setacciando il litorale flegreo e domitio per individuare possibili scarichi fognari abusivi o malfunzionamenti dei depuratori che potrebbero aver saturato di virus l'ecosistema marino costiero.
Mentre il monitoraggio epidemiologico mostra una crescita anche per l'Epatite E — legata principalmente al consumo di carne di maiale cruda o poco cotta — e un calo per le varianti B e C, l'attenzione delle autorità sanitarie resta massima sulla prevenzione dell'Epatite A. Gli infettivologi ribadiscono con forza che solo la cottura completa dei frutti di mare, per almeno cinque minuti a 100°C, può inattivare il patogeno, poiché il congelamento non ha alcun effetto abbattente sul virus. L'azione di contrasto sul territorio si è intensificata nelle ultime ore, estendendosi al quartiere di Secondigliano. Qui, un servizio straordinario di controllo che ha visto impegnati Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale e personale ispettivo dell'Asl, ha portato al sequestro di oltre 270 chili di prodotti ittici privi della documentazione di tracciabilità richiesta dalla legge. Un titolare di pescheria è stato denunciato, un segnale chiaro della volontà delle istituzioni di smantellare i mercati paralleli che speculano sulla salute dei cittadini.
Queste operazioni mirano non solo a tutelare i consumatori, ma anche a proteggere l'onestà dei produttori della molluschicoltura campana, un settore d'eccellenza che rischia di subire danni economici incalcolabili a causa di comportamenti criminali isolati. Sul fronte delle comunicazioni istituzionali, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha lanciato un appello alla calma ma anche alla massima prudenza domestica. «L'importante è fronteggiare la crisi con razionalità: evitiamo assolutamente il consumo di frutti di mare crudi, mentre il prodotto cotto resta sicuro». Manfredi ha poi voluto precisare che i rilievi di inquinamento ambientale sembrano riguardare aree esterne al perimetro comunale di Napoli. A fargli eco è intervenuto l'assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, il quale ha citato i monitoraggi costanti effettuati lungo la costa cittadina. I dati tecnici sembrano confermare una situazione rassicurante per quanto riguarda lo stato delle acque napoletane.
«A Napoli la qualità dell'acqua è eccellente, è dunque tecnicamente improbabile che la contaminazione delle colture abbia avuto origine nel mare fronte città», ha spiegato Cosenza. Nonostante queste rassicurazioni locali, la cautela resta la parola d'ordine in tutta la regione. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno sta continuando le analisi molecolari sui tessuti dei molluschi prelevati direttamente dagli impianti di allevamento per verificare l'eventuale presenza del virus Hav. Nel frattempo, i medici consigliano il lavaggio accurato di mani, frutta e verdura e ricordano che la vaccinazione è l'arma preventiva più potente, specialmente per chi vive a stretto contatto con soggetti già contagiati o per chi lavora a contatto con acque reflue e rifiuti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo