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la settimana santa
30 Marzo 2026 - 08:46
L'arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia
NAPOLI. «Non chiudiamo gli occhi davanti alle tante croci che si innalzano in questo tempo. Sono le città bombardate, i volti dei bambini che hanno perso tutto, i migranti respinti e i poveri ignorati. È lì che Cristo continua la sua passione». A dirlo il cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, nella sua omelia al Duomo dopo la tradizionale processione della Domenica delle Palme dalla Chiesa di San Giorgio Maggiore fino alla Cattedrale. Un’omelia particolarmente intensa, nella quale ha parlato in particolare della responsabilità individuale di fronte alle tragedie globali.
Secondo l’Arcivescovo, i rami d’ulivo agitati dalla folla non devono essere considerati semplici ornamenti, «ma il segno di una scelta: quella di non permettere all’indifferenza di diventare una difesa contro il dolore del mondo». Di qui un invito ai fedeli: è quell di trasformare la fede in un gesto concreto di speranza, ogni giorno nella quotidianità. «Bisogna partire dalle piccole cose - ha sottolineato - affinché nessuno abbia mai a soffrire da solo».
Il messaggio che arriva da battaglia è quanto mai chiaro:la Pasqua non è solo un rito, ma l’opportunità per una rinascita personale che porti a deporre le armi dell’odio: «L’ultima parola non sarà mai della morte né dell’odio, ma della vita e dell’amore».
La Chiesa Cattedrale di Napoli il cuore delle celebrazioni della Settimana Santa 2026. Unica eccezione il Giovedì Santo, quando il rito della Cena del Signore si terrà nella Basilica di San Pietro ad Aram: È lì che ha sede Casa Bartimeo, la struttura diocesana di accoglienza, e sarà proprio con i suoi ospiti e con quanti vivono situazioni di fragilità che il cardinale spezzerà il pane nella sera che ricorda l’ultima cena di Gesù.
Le celebrazioni andranno avanti Mercoledì, alle 18, la Santa Messa del Crisma raccoglie l’intera Chiesa diocesana attorno al suo vescovo per il rinnovo delle promesse sacerdotali e la benedizione degli oli santi. Il giorno seguente, la Cena del Signore nella Basilica di San Pietro ad Aram, sempre alle 18. Il Triduo pasquale prosegue venerdì con la Passione del Signore alle17.30 e sabato con la Veglia Pasquale alle 22.30, in cattedrale. Infine, domenica la Santa Messa della Pasqua di Risurrezione alle 11 in Duomo.
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