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Pianura
30 Marzo 2026 - 08:52
Nei riquadri il presunto ras ME
NAPOLI. Assalto in casa per minacciare la compagna del detenuto che stava creando “problemi” agli uomini del clan, accuse in frantumi per l’emergente ras di Pianura. Massimiliano Santagata, già coinvolto in diversi procedimenti giudiziari, è stato assolto dall’accusa di violenza privata aggravata dalla finalità mafiosa e da quella di porto e detenzione di arma da fuoco.
Per lui il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei anni di carcere, ma a spuntarla è stata la linea difensiva, rappresentata dai penalisti Domenico Dello Iacono e Anna Savanelli. La storiaccia che ha portato ancora una volta Santagata in un’aula di giustizia risale a qualche anno fa, prima del suo ultimo arresto, quando nel quartiere Pianura è stata registrata l’ultima, feroce recrudescenza della faida tra i gruppi Esposito-Marsicano, di cui Santagata ha poi assunto la reggenza, e i rivali Carillo-Perfetto.
Il ventiduenne, stando almeno alla ricostruzione della Procura, quel giorno sarebbe piombato in casa della vittima, dopo aver sfondato la porta, e l’avrebbe pesantemente minacciata davanti agli occhi dei figli minorenni. Una versione che nel corso del dibattimento sarebbe stata però smentita dal collaboratore di giustizia Michele Ortone, presente ai fatti, il quale ha riferito che Santagata sarebbe sì entrato in casa della donna, ma l’avrebbe fatto senza ricorrere alla violenza e solo dopo aver bussato.
A quel punto il giovane presunto ras avrebbe intimato alla vittima di riferire al compagno detenuto di smettere di creare “problemi” agli “amici” del gruppo, anch’essi ristretti.
In caso contrario, sarebbe andato dal fratello e gli avrebbe sparato. Preso atto di quella che sarebbe stata l’esatta ricostruzione della vicenda, i giudici della quarta sezione collegio c hanno assolto Santagata con formula piena. Di tutt’altro avviso era stato il pubblico ministero, che al termine della requisitoria aveva invocato una condanna a sei anni.
Massimiliano Santagata, insieme ai complici Francesco Olgato e Salvatore Carpentieri, era stato arrestato ad agosto del 2024 per il tentato omicidio di Luca Battista e porto e detenzione di armi comuni in luogo pubblico. Al termine di un’inchiesta condotta con precisione chirurgica e in tempi record, a stringergli le manette ai polsi erano stati i poliziotti del commissariato Pianura e della Squadra mobile.
A dicembre scorso per un’altra accusa di tentato omicidio Santagata è stato condannato al termine del rito abbreviato a 3 anni a 4 mesi di reclusione. Il giudice per le indagini preliminari, accogliendo la linea del tandem difensivo Dello Iacono-Savanelli, ha riqualificato la contestazione in quella, ben più lieve, di lesioni aggravate.
La Procura per Santagata aveva chiesto invece otto anni di carcere. Tre anni e quattro mesi erano stati inflitti anche al coimputato Salvatore Carpentieri. Santagata tra l’altro, appena qualche settimana prima, aveva anche ottenuto gli arresti domiciliari. Una scarcerazione che aveva innescato anche non poche fibrillazioni nella periferia ovest.
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