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Camorra
31 Marzo 2026 - 09:02
Nei riquadri i fratelli Carmine e Antonio Zagaria e Filippo Capaldo
NAPOLI. Scacco al nuovo impero economico e criminale del clan dei Casalesi. Riciclaggio di capitali illeciti tra Tenerife e Dubai, traffico di droga e una rete capillare di estorsioni che arrivava perfino a decurtare il risarcimento percepito da una lavoratrice sottopagata dopo una causa.
Una camorra ramificata e potente quella colpita dal blitz di ieri mattina: 23 persone arrestate - 19 in carcere e quattro ai domiciliari - nell’operazione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Caserta contro il clan dei Casalesi, in particolare contro la fazione guidata da Michele Zagaria, detenuto al regime del 41- bis da 15 anni.
In carcere sono finiti i fratelli del boss, Carmine e Antonio, il nipote Filippo Capaldo, figlio della sorella Beatrice, catturato in Spagna, dove si era trasferito dopo essere stato scarcerato nel 2019. Non ha dubbi il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri: «La famiglia Zagaria resta una camorra di serie A. Bisognava pagare la mazzetta anche per un passaggio di proprietà, per l’acquisto di un terreno o di un’attività commerciale. La famiglia voleva il pizzo per qualsiasi attività usuraria, per allargarsi al traffico di droga andando a fare affari con una delle famiglie più importanti della ndrangheta, i Bellocco. E poi ci sono proiezioni di riciclaggio all’estero, come a Dubai».
Gli affari negli Emirati sarebbero stati gestiti attraverso una immobiliare costituita appositamente a Tenerife. «Nel corso dei decenni - è la sintesi di Gratteri - la famiglia Zagaria ha infettato e infestato tutta Italia, partendo dalla provincia di Caserta e arrivando anche all’estero».
Una camorra che spara poco rispetto al passato ma «ha una capacità imprenditoriale altissima», sottolinea il comandante dei carabinieri di Caserta, Manuel Scarso, ricordando il sequestro di due aziende riconducibili al clan per un valore di 40 milioni di euro ma anche l’intesa con la ’ndrangheta per il traffico di droga.
Ai domiciliari è finito l’imprenditore Ivano Balestriere, titolare dell’azienda di igiene Isvec che gestisce appalti per la raccolta di rifiuti in diversi comuni campani. Dalle carte spunta l’aggiudicazione del servizio di nettezza urbana nel comune di Mondragone per mezzo del consigliere regionale Giovanni Zannini, in quota Forza Italia, da settimane sottoposto al divieto di dimora in Campania per un’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere.
Zannini non è indagato nell’inchiesta della Dda ma viene comunque citato come figura di rilievo in grado di condizionare le scelte del Comune. Camorra dai grandi numeri ma anche presenza opprimente sul territorio.
Emblematico il caso della dipendente di un supermarket vicino alla cosca: dopo essere stata sottopagata per anni e aver vinto una causa di lavoro le fu ‘consigliato’ di cedere alle casse del clan ben 80mila dei 130mila euro ricevuti per decisione del tribunale. Proprio nell’ambito di questa vicenda è stato arrestato anche l’avvocato della donna, accusato di aver favorito i ras Zagaria.
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