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L'inchiesta

«Asse con la ’ndrangheta, camorra di Serie A»

Il procuratore Nicola Gratteri avverte: «La cosca controlla ancora il territorio, anche le vendite di terreni»

«Asse con la ’ndrangheta, camorra di Serie A»

NAPOLI. «In questa indagine abbiamo tutta la gamma dei reati tipici di una famiglia storica come gli Zagaria», sottolinea il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, a margine della conferenza stampa sull’operazione. Per il magistrato «leggendo i capi di imputazione, si evince come questa famiglia controllava il respiro anche nella compravendita di un terreno, nella compravendita di un’azienda. Quindi stiamo parlando di una famiglia ancora purtroppo di Serie A».

Attività illecite che fanno intrecciare per lo spaccio di droga rapporti anche con una famiglia di ’ndrangheta. «Una famiglia che ancora controlla il territorio e soprattutto tutte le attività economiche e imprenditoriali - aggiunge Gratteri - sul traffico di droga guarda caso si evidenzia un’alleanza con una famiglia di ’ndrangheta di Serie A come i Bellocco in Calabria e poi c’è anche questa proiezione internazionale, tra gli altri, un esponente di spicco dell’associazione arrestato in Spagna».

«Il clan dei Casalesi è un clan ancora attivo e la fazione degli Zagaria ha dimostrato di avere cambiato pelle. Rispetto alle indagini storiche in cui era emerso che si erano sempre opposti al traffico di sostanze stupefacenti, in questa indagine abbiamo scoperto un accordo con i Bellocco, famiglia dell’ndrangheta, per portare enormi quantitativi di droga nel Casertano».

È quanto ha affermato il comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta Manuel Scarso, nel corso della conferenza stampa convocata negli uffici della Procura di Napoli per illustrare l’indagine anticamorra.

«Questa mafia non uccide, non siamo nel periodo degli atti terroristici degli anni passati, ma si tratta di una mafia che ha una capacità imprenditoriale altissima», sottolinea Scarso, facendo poi riferimento al sequestro di due aziende riconducibili al clan per un valore di 40 milioni di euro». Tra queste «non può ovviamente mancare - evidenzia il comandante - un’azienda che si occupa di rifiuti solidi urbani».

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