Tutte le novità
Napoli
31 Marzo 2026 - 09:25
NAPOLI. L’amministrazione comunale di Napoli, guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, ha tracciato una linea netta per governare l'esplosione delle strutture ricettive extra-alberghiere nel cuore pulsante della città.
Il piano, presentato ufficialmente lunedì 23 marzo alle associazioni di categoria, prevede l'introduzione di regole stringenti all'interno della variante al Piano Regolatore Urbano (Pru). L'obiettivo dichiarato è preservare l'identità del centro storico e garantire un equilibrio tra il diritto alla residenzialità dei cittadini e lo sviluppo turistico, evitando che interi stabili si svuotino dei propri abitanti per diventare alberghi diffusi.
La novità più rilevante riguarda l'istituzione di un tetto massimo del 30% per la presenza di Bed & Breakfast e case vacanza all'interno di ogni singolo edificio. Questo limite si applicherebbe inizialmente alle zone a più alta densità turistica, ovvero il perimetro compreso tra i quartieri Mercato, Pendino e San Giuseppe, lasciando fuori, almeno per questa prima fase, zone come il Vomero o Chiaia.
Parallelamente, il Comune intende introdurre l'obbligo del cambio di destinazione d'uso, istituendo di fatto una nuova categoria catastale denominata "A Turistica". Tale misura mira a distinguere chiaramente la funzione residenziale da quella commerciale-ricettiva, portando con sé implicazioni fiscali e normative finora assenti nel settore.
Al vertice tecnico hanno partecipato la vicesindaca con delega all'Urbanistica, Laura Lieto, e l'assessora al Turismo, Teresa Armato, insieme al presidente della commissione Commercio Luigi Carbone.
Il confronto è stato acceso, soprattutto alla luce della discrepanza tra i dati ufficiali e quelli reali: secondo il Comune, i codici Cusr rilasciati dal Suap indicano circa 11mila attività, mentre le associazioni di categoria ne contano circa 7.500 effettivamente attive sui portali di prenotazione. Questa "zona d'ombra" preoccupa Palazzo San Giacomo, che vede nella nuova variante uno strumento per mappare e legalizzare l'intero comparto. Le reazioni del settore non si sono fatte attendere.
Piergaetano Orlando, rappresentante di Aigo Confesercenti, ha espresso forti perplessità, chiedendo innanzitutto che le nuove norme non siano retroattive per non penalizzare chi ha già investito ingenti capitali. Secondo le associazioni, l'obbligo del cambio di destinazione d'uso e il passaggio alla categoria catastale "turistica" rischierebbero di far lievitare i costi di gestione tramite un aumento di Imu e Tari, scoraggiando i piccoli proprietari che affittano una stanza per integrare il reddito familiare.
La preoccupazione principale dei gestori riguarda la libertà d'impresa: molti temono che il tetto del 30% si trasformi in un blocco burocratico insormontabile, impedendo di fatto la nascita di nuove attività anche in palazzi dove la convivenza tra turisti e condomini è pacifica.
La sfida per l'amministrazione Manfredi sarà ora quella di mediare tra queste istanze e la necessità di governare un flusso turistico che, se non regolamentato, rischia di soffocare i servizi essenziali del centro storico. Si attende ora la risposta del Comune alle osservazioni scritte presentate dalle sigle sindacali, un passaggio fondamentale prima che la variante venga portata in Consiglio Comunale per l'approvazione definitiva.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo