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Terremoto nella Masseria Cardone, arrivano due scarcerazioni eccellenti

Fuori i ras Cesarano e Trambarulo, la vecchia guardia del clan Licciardi si ricompatta

Terremoto nella Masseria Cardone, arrivano due scarcerazioni eccellenti

Nei riquadri i ras Giovanni Cesarano, alias “’o palestrato”, e Antonio Trambarulo, conosciuto come “’o muntato”

NAPOLI. Due scarcerazioni a dir poco eccellenti mettono in subbuglio gli ambienti criminali di Secondigliano e, più in generale, di tutta l’area nord di Napoli. È tornato a piede libero Giovanni Cesarano, ritenuto uno degli esponenti di spicco del clan Licciardi e considerato al vertice dell’omonimo gruppo di mala.

Secondo gli inquirenti, in passato, il ras noto come “’o palestrato” sarebbe stato il braccio destro del boss Licciardi e, dopo un periodo di detenzione, sarebbe tornato a ricoprire un ruolo apicale all’interno del clan. Poche ore prima a essere a lasciare il carcere era stato Antonio Trambarulo, alias “’o muntato”.

Arrestato nei giorni scorsi nell’ambito di una delle ultime inchieste che hanno colpito i clan Contini e Licciardi, era accusato di essere uno degli organizzatori della holding mafiosa dell’Alleanza di Secondigliano. Difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono, Trambarulo ha però ottenuto l’annullamento dell’ordinanza da parte del tribunale del Riesame. Le due scarcerazioni rischiano ora di ricompattare la vecchia guardia della Masseria Cardone.

Tornando a Cesarano, avrebbe favorito a lungo un accordo tra gli Scissionisti e alcuni esponenti dell’Alleanza di Secondigliano, successivamente alla faida di Scampia. Gli arresti legati al gruppo attivo nel rione Kennedy di Secondigliano sono stati il risultato di un’articolata attività investigativa, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nell’ambito di un’indagine su episodi estorsivi ai danni di due commercianti.

A partire dal dicembre 2018, le vittime sarebbero state costrette a versare complessivamente circa 600 euro, con somme variabili tra i 50 e i 200 euro, soprattutto in concomitanza con le festività natalizie e pasquali. Sulla base degli elementi raccolti dalla Squadra mobile e dal commissariato di Secondigliano, furono quindi predisposti specifici servizi di osservazione e pedinamento nei pressi degli esercizi commerciali coinvolti.

Quanto a Trambarulo, stando alla ricostruzione della Procura, si sarebbe posizionato insieme ai narcos Mario Cardillo, Rosario De Angelis, Gennaro De Luca, Ciro Marigliano, Pasquale Martinelli, Antonio Russo, Gennaro Russo e Giovanni Russo al vertice del clan Contini. Erano infatti ritenuti i promotori, organizzatori e finanziatori dell’affare.

Si sarebbero occupati, in particolare, dell’approvvigionamento della droga destinata alle piazze di spaccio autorizzate e controllate dal clan Contini. Le indagini hanno poi permesso di individuare una fittissima rete di “sottoposti”, ai quali i ras avevano affidato incarichi di gestione delle piazze o di collaborazione con il ruolo, prevalentemente, di prendere contatti con gli acquirenti e ritirare i soldi delle forniture, oppure di custodire la droga.

Un affare capace di generare incassi a cinque e sei zeri, che almeno fino al 2022 avrebbero rimpinguato le casse del clan Contini. Pochi giorni fa il Riesame ha però annullato per tutti loro l’accusa associativa e alcuni sono ora tornati a piede libero.

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