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la tavola delle feste

Stop tradizione, cozze e vongole in caduta libera

Paura per i contagi di Epatite A. Crisi profonda per i settori ittico e agroalimentare. Stravolta la consuetudine delle feste

Stop tradizione, cozze e vongole in caduta libera

NAPOLI. Sarà una Settimana Santa anomala a causa dell’allarme per l’Epatite A che sta portando ad una contrazione nell’acquisto di prodotti ittici e, in seconda battute, anche di quelli agricoli. Il quadro epidemiologico legato alla diffusione dell'Epatite A nel napoletano inizia a mostrare i primi segni di stabilizzazione, ma l’onda d’urto economica sta travolgendo pescherie e allevamenti storici. È quanto emerso dal vertice in Prefettura presieduto dal prefetto Michele Di Bari, a cui hanno partecipato i sindaci di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, insieme ai vertici sanitari della Regione Campania, dell’Arpac e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

Le notizie sul fronte sanitario sono incoraggianti poiché negli ultimi quattro giorni si è registrata una notevole riduzione degli accessi ai pronto soccorso per nuovi casi. Il monitoraggio straordinario della Regione ha coinvolto oltre duecento campioni di acqua e mitili, evidenziando una positività al virus estremamente circoscritta che ha portato all'interdizione temporanea della raccolta in soli tre specchi d'acqua specifici. Nonostante questi dati rassicuranti, il comparto ittico dell'area flegrea e di tutta Napoli è in piena crisi a causa di quello che l'Unci AgroAlimentare definisce un allarmismo immotivato. Il presidente nazionale Gennaro Scognamiglio ha sottolineato come le vendite di cozze e vongole siano crollate verticalmente a causa di timori infondati che stanno mettendo in ginocchio un settore già penalizzato dal caro gasolio.

L'associazione ribadisce con forza che il consumo di frutti di mare resta sicuro purché ci si approvvigioni presso rivendite autorizzate che garantiscano tracciabilità ed etichettatura, ma soprattutto a condizione che i molluschi vengano consumati necessariamente previa cottura. Questa pratica fondamentale annulla infatti il rischio di infezione e permette di salvaguardare le tradizioni gastronomiche locali. La preoccupazione degli operatori è rivolta in particolare alle imminenti festività pasquali, cuore pulsante dell'economia ittica partenopea. La tradizione di Napoli vede nei frutti di mare i protagonisti assoluti della tavola, a cominciare dalla storica zuppa di cozze del Giovedì Santo.

Gli esperti spiegano che non c'è alcuna ragione scientifica per rinunciare a questo piatto tipico, poiché la cottura garantisce gli alti standard di qualità e sicurezza richiesti dalle autorità sanitarie. Tuttavia, per tutelare la filiera, l'Unci ha sollecitato il presidente della giunta regionale Roberto Fico e gli assessori competenti a varare misure di sostegno straordinarie per le imprese e i lavoratori del comparto, affiancando agli aiuti finanziari una massiccia campagna di informazione corretta. Sul fronte della prevenzione, le autorità napoletane hanno comunque inasprito le misure di controllo per garantire la massima tranquillità ai cittadini.

Le Asl hanno potenziato la campagna vaccinale gratuita per i soggetti a rischio, mentre i sindaci dell'area metropolitana hanno adottato ordinanze che vietano la somministrazione di frutti di mare crudi negli esercizi pubblici, raccomandando caldamente di evitarne il consumo crudo anche tra le mura domestiche. In parallelo, le forze di polizia e i carabinieri del Nas hanno intensificato i controlli contro l'abusivismo commerciale e la vendita non tracciata, fenomeni che rappresentano il vero pericolo per la salute pubblica, specialmente in vista del grande afflusso di acquisti previsto per la settimana di Pasqua.

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