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Riesplode la faida dei ragazzini, 16enne gambizzato al Plebiscito

Notte di sangue in piazza Carolina, a sparare due giovani in sella a uno scooter

Riesplode la faida dei ragazzini, 16enne gambizzato al Plebiscito

NAPOLI. Seconda sparatoria in tre mesi e mezzo nello stesso luogo, simbolo della rinascita della città: piazza Carolina, a due passi da piazza del Plebiscito e dalla prefettura. Ieri notte nel mirino di due malviventi è finito un 16enne incensurato del Pallonetto di Santa Lucia, centrato alle gambe da tre colpi di pistola mentre si intratteneva con alcuni amici nei pressi del colonnato. Così, il prefetto Michele di Bari ha disposto un posto di vigilanza fisso delle forze dell’ordine a partire dalle ore serali e fino all’alba: un deterrente necessario. Intanto continua la violenza giovanile in città, dal centro alla periferia, e il fenomeno sembra inarrestabile.

Era passata mezz’ora dalla mezzanotte, tra martedì e mercoledì quand’è scattato l’allarme. Davanti a M.M., napoletano del Pallonetto di Santa Lucia che lo ha raccontato agli investigatori, sono comparsi due uomini dalle sembianze giovanili con il volto coperto da passamontagna e vestiti di nero, in sella a uno scooter. Si sono avvicinati al 16enne e uno di loro lo ha colpito alla testa con il calcio di una pistola. Poi ha puntato l’arma alle gambe del ragazzo e ha fatto fuoco almeno tre volte. Infine, la fuga a tutto gas in direzione dei Quartieri Spagnoli. Già nella notte sono partite le indagini dei poliziotti della sezione Omicidi della Squadra mobile della questura, con i colleghi del commissariato San Ferdinando e della Scientifica, che non ha trovato tracce di sangue né bossoli sul luogo indicato dalla vittima.

All’ospedale dei Pellegrini, dov’è stato trasportato dagli amici ed è rimasto ricoverato per precazione, il ferito ha raccontato cosa sarebbe successo senza indicare un movente: «Non ho idea di chi sia stato né perché», ha detto. Certamente non si è trattato di una rapina, non avendo i malviventi preso e nemmeno chiesto nulla. Ma neppure di un classico agguato di stampo camorristico a giudicare dalla dinamica riferita. Perciò in queste ore si stanno vagliando attentamente le immagini della videosorveglianza dell’intera zona, la più coperta della città, alla ricerca di ogni indizio potenzialmente utile alle indagini. Una delle ipotesi al vaglio è che la sparatoria possa collegarsi alla guerra in corso tra due gruppi di giovani, uno dei Quartieri Spagnoli e l’altro del Pallonetto.

Bande armate, collegate indirettamente a clan, che il 12 dicembre scorso in piazza Carolina diedero vita a un violento conflitto a fuoco immortalato dalle telecamere e per il quale sono stati arrestati otto giovani appartenenti ai gruppi contrapposti. Il 16enne nulla c’entra con la vicenda, ma potrebbe essersi trovato per caso in una sparatoria mirata a qualcuno dei suoi amici. Oppure, potrebbe essere scambiato per un altro, come sta accadendo sempre più spesso a Napoli. C’è anche un’altra pista che viene seguita dagli investigatori guidati dal dirigente Mario Grassia e con il vice questore Silvia Marino: una ritorsione per un litigio pregresso tra il 16enne e gli autori dell’agguato. Perciò si sta scavando nella vita e nelle amicizie della vittima.

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