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Bagnoli

America’s cup, pressing su trasparenza

Associazioni e sindacati: nessun atto dopo il voto del Consiglio comunale. «Subito confronto e cronoprogramma lavori»

Bonifica, lavoro al territorio

NAPOLI. A un mese dall’approvazione dell’ordine del giorno sui lavori a Bagnoli-Coroglio e sull’America’s Cup, associazioni, sindacati e comitati tornano a sollecitare il Comune di Napoli chiedendo trasparenza e atti concreti. La seduta monotematica del Consiglio comunale, tenuta il 3 marzo nella sede della Decima Municipalità, aveva indicato impegni precisi per accompagnare gli interventi nell’area, ma, denunciano i firmatari, «ad oggi non è stato reso pubblico alcun atto conseguente».

La preoccupazione è espressa in una nota congiunta sottoscritta da Banca Risorse Immateriali, Cgil Napoli e Campania, Circolo Ilva, Comitato Pro Coroglio, Comitato Rinascita Flegrea, Legambiente Campania, Libertà è Partecipazione, Mai più amianto Napoli e Uil Napoli e Campania.

«Si tratta di passaggi fondamentali – spiegano – per garantire che l’America’s Cup diventi davvero un’opportunità per accelerare la bonifica e lo sviluppo dell’area, senza sacrificare trasparenza, tutela ambientale e diritti del territorio».Nel mirino delle organizzazioni c’è l’assenza di indicazioni operative su modalità, strumenti e sedi del confronto con le comunità locali.

«Non sono stati chiariti i passaggi amministrativi necessari a garantire partecipazione e protagonismo del territorio», sottolineano, richiamando anche il ruolo del sindaco-commissario e dello stesso Consiglio comunale, chiamato a vigilare attraverso le commissioni.

Per i firmatari è «indispensabile» che gli indirizzi votati si traducano «immediatamente in scelte operative e atti deliberativi», accompagnati da un cronoprogramma «preciso, verificabile e accessibile a tutti». La richiesta è quella di un percorso pubblico e documentato che consenta di monitorare l’avanzamento degli interventi e di evitare opacità. Un punto centrale riguarda la tutela dei soggetti più vulnerabili.

«Trasparenza e partecipazione – si legge – devono tradursi anche in una tutela effettiva di anziani, minori e persone con disabilità», garantendo accessibilità e sicurezza durante i cantieri e nella futura fruizione degli spazi rigenerati.Secondo le organizzazioni, il rischio è che l’evento sportivo si trasformi in un’occasione calata dall’alto. «Solo un confronto continuo può evitare che resti scollegato dai bisogni della comunità di Bagnoli», avvertono.

Il protrarsi dell’attesa, inoltre, «alimenta malumori e notizie contrastanti», contribuendo a un clima di sfiducia.Da qui l’appello finale alla responsabilità collettiva: «La sfida è complessa, ma può trasformare Bagnoli in un modello pilota di rinascita urbana, ambientale e sociale». Un obiettivo che, per i firmatari, passa da una svolta immediata nelle decisioni amministrative: «Bagnoli non può più aspettare».

Sul fronte economico, intanto, il tema dell’America’s Cup torna anche nel dibattito nazionale. Il presidente della Fapi, Gino Sciotto, sottolinea come l’evento possa rappresentare «un volano per crescita e occupazione», in un contesto in cui il turismo, soprattutto nel Mezzogiorno, risente ancora del caro energia e di prenotazioni pasquali sotto le attese. Anche per questo, osserva, serve «dare nuovo slancio al comparto», puntando su appuntamenti di rilievo internazionale come quello previsto a Napoli.

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