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Napoli
03 Aprile 2026 - 13:28
In occasione della Pasqua riapre definitivamente il Giardino Romantico del Palazzo Reale di Napoli, dopo il complesso restauro. Una sorpresa per i visitatori che trascorreranno al museo la prima domenica del mese in cui l’accesso è gratuito, come in tutti i siti della cultura italiani.
Il giorno di Pasquetta, come era consuetudine prima del restauro, il Giardino sarà interdetto al pubblico, ma da martedì 7 aprile sarà definitivamente aperto tutti i giorni della settimana fino ad un’ora prima del tramonto.
«La riapertura del Giardino Romantico - commenta il Direttore generale Musei Massimo Osanna - restituisce ai pubblici una parte importante del Palazzo Reale, ampliando e arricchendo l’esperienza di visita. L’intervento ha consentito di recuperare la leggibilità del disegno storico e dei valori della composizione ottocentesca, restituendo al giardino la sua identità di spazio in cui architettura, paesaggio e sapere botanico si intrecciano.
Si tratta di un intervento significativo, sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali, che ha permesso di recuperare un contesto di grande qualità, rendendolo nuovamente accessibile e fruibile nel rispetto della sua complessità storica e paesaggistica»
I lavori, iniziati nel settembre del 2024, hanno interessato la risistemazione delle componenti, impiantistica, architettonica e vegetale per restituire la sua complessa e stratificata immagine storica.
Durante questi venti mesi di interdizione al pubblico, si conclusi i lavori strutturali e si sono aggiunti i tempi della natura. Infatti, per la realizzazione dei tappeti erbosi e per la messa a dimora delle piante iniziati alla fine del settembre scorso, è stato necessario sospendere le attività nei mesi più caldi della stagione estiva ed attendere in primavera l’attecchimento delle piante.
La direttrice delegata Tiziana D’Angelo ha voluto riaprire lo spazio verde offrendo una piacevole sorpresa in occasione delle festività pasquali e della prevista affluenza di turisti e visitatori.
«Domenica è prevista anche l’apertura gratuita dei musei su iniziativa del Ministero della Cultura – ricorda la direttrice delegata – Un’ occasione eccellente per restituire ai visitatori del Palazzo Reale e all’intera comunità il Giardino Romantico restaurato, offrendo loro l’opportunità di riscoprirne il fascino secolare. Il giardino sarà aperto tutti i giorni della settimana, un polmone al centro della città, sempre accessibile gratuitamente».
Lo studio e la progettazione, durati quasi due anni, sono stati affidati all’architetto paesaggista Marco Ferrari, che, successivamente alla risistemazione delle componenti architettoniche e impiantistiche, si è concentrato sul patrimonio vegetale con la finalità di arricchirlo e recuperare la valenza del collezionismo botanico.
La ricomposizione della collezione botanica è avvenuta tramite la messa a dimora di nuovi alberi, arbusti e piante erbacee, attraverso una selezione dagli elenchi redatti da Friedrich Dehnhardt, «giardiniere botanico» di Ferdinando II di Borbone, che progettò il giardino negli anni Quaranta dell’Ottocento, pur nell'adattamento ai mutati scenari ambientali.
Il Giardino Romantico ha un’estensione di 14.400 mq di cui 2.750 mq di superfici sono state pavimentate con cocciopesto di tufo e 3.150 mq sono piantate a prato. Sono state messe a dimora oltre 4.000 piante di cui 20 esemplari arborei e palmizi, 1.300 arbusti e 3.000 erbacee.
Mentre i lavori del giardino sono ormai terminati sono in fase di conclusione anche quelli del restauro della cancellata monumentale, che circonda il giardino lungo via San Carlo. Sui teli di cantiere è riportata la scritta "AverCura", nessun logo, nessuna immagine, ma solo un'esortazione al rispetto e alla cura dei nostri beni culturali.
La Storia
Il Giardino Romantico ha una data di nascita, il 1842, quando l’architetto Gaetano Genovese e il botanico tedesco Frederic Dehnhardt lo ridisegnò ripartendo dal giardino del palazzo dei viceré, a seguito dell’abbattimento di alcuni edifici adibiti a maneggio.
Ha appena compiuto 100 anni, invece, l’accesso da via san Carlo, ora chiuso, con lo scalone di accesso e un viale neobarocco che conduce direttamente alla Biblioteca Nazionale, realizzati nel 1924 dall’ingegnere Camillo Guerra.
La veste odierna del giardino trae origine dagli interventi di ammodernamento del palazzo diretti dall’architetto Gaetano Genovese per Ferdinando II di Borbone, a seguito dell’incendio che nel febbraio del 1837 aveva profondamente segnato il complesso.
Ad Antonio Niccolini, architetto di Casa Reale, si deve l’ambiziosa concezione generale del contesto urbano e del nuovo assetto del palazzo e dei giardini, secondo l’ormai consolidato gusto paesaggistico introdotto nel Regno di Napoli da John Andrew Graefer a Caserta.
Per la scelta della componente floristico-vegetazionale, volta a modellare l’elevato del giardino e a orientare viste sul paesaggio litoraneo, il Vesuvio e Castel Nuovo, è chiamato il botanico tedesco Friedrich Dehnhardt, già Capo giardiniere presso l’Orto Botanico di Napoli e Direttore dei giardini di Capodimonte, della Floridiana e dell’Hortus Camaldulensis.
La sua decennale esperienza si traduce, per il nuovo giardino di Palazzo Reale, in uno straordinario assortimento botanico: su una superficie complessiva di poco meno di due ettari, tra il 1842 e il 1843 si collocano a dimora circa settemila piante, afferenti a quasi quattrocento specie arboree, arbustive ed erbacee, autoctone ed esotiche, introdotte in Europa da Asia, Australia, Africa e Americhe.
Negli anni Ottanta dell’Ottocento si assiste alla demolizione dei bastioni di Castel Nuovo, in occasione del Risanamento urbanistico di Napoli, operazione che comporta l’ampliamento dello spazio prospicente il giardino e l’apertura prospettica verso la piazza del Municipio.
Lo spostamento nell’Appartamento delle Feste della Real Biblioteca dal Palazzo dei Regi Studi nel 1924 e la conseguente necessità di un accesso dedicato implicano l’inserimento di un nuovo elemento nel giardino: un rigido viale rettilineo, perpendicolare al palazzo, taglia in trincea la composizione naturaliforme di Genovese e Dehnhardt.
Il giardino è disegnato con aiuole sinuose nelle quali trovano dimora piante locali ed esotiche. Attualmente, al centro spicca un magnifico esemplare di Ficus magnolioide con splendidi rami di radici colonnari, mentre nelle aiuole sono visibili esemplari di pino delle Canarie, magnolia, jacaranda originaria del Sudamerica, piante di Strelitzia e Cycas importate nel corso del Settecento dall’Africa e dall’Asia.
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