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l'intervista
06 Aprile 2026 - 09:08
NAPOLI. «Per la Pasqua abbiamo fissato una serie di azioni mirate in diversi luoghi di Napoli e dell’area metropolitana nell’ambito del piano di controllo coordinato del territorio». A tracciare un bilancio in occasione delle festività pasquali è il prefetto di Napoli, Michele di Bari. «Le azioni prioritarie prevedono pattuglie miste e azioni nei diversi quartieri, anche con la cosiddetta “vigilanza dinamica” nelle ore notturne. Da Barra e San Giovanni ai Quartieri Spagnoli fino a Pianura abbiamo messo in campo un controllo capillare per queste festività. C’è anche una misura di sorveglianza particolarmente forte a piazza Carolina. Il tutto non dimenticando che lunedì sera c’è un evento importante, ossia la partita tra Napoli e Milan».
Prefetto, le azioni mirate sul territorio sono il frutto di una grande collaborazione tra Prefettura, Comune di Napoli, Regione Campania, istituzioni territoriali e forze dell’ordine…
«Sì, in campo ci sono anche nuclei specializzati della polizia di Stato come Polstrada, Polaria e Polfer che ci consentono di presidiare i luoghi più sensibili di Napoli, tenendo conto che siamo anche in un momento di particolare criticità a livello internazionale. Non dimenticando anche il ruolo dell’Esercito attraverso l’operazione Strade Sicure con grande attenzione anche ai luoghi di aggregazione sociale. E voglio mettere in evidenza anche un altro aspetto…».
Quale in particolare?
«Da parte del questore, dei vertici provinciali dei carabinieri e della Guardia di Finanza e della polizia metropolitana c’è una grande incisività nei servizi. E questo grazie anche al potenziamento che abbiamo avuto in città e in molti centri dell’area metropolitana dei presìdi di videosorveglianza: tutto questo sta agevolando le azioni di repressione dei reati da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, sia quella ordinaria che la minorile, grazie anche al lavoro del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che segue la situazione sempre con grande attenzione. E in questo senso a tutte le forze che si impegnano per la sicurezza del territorio tengo a rivolgere il mio apprezzamento per il lavoro che svolgono quotidianamente».
Lei insiste spesso sulla necessità di coniugare l’attività di prevenzione e repressione dei reati con quella pedagogica e di diffusione della coscienza civile nella popolazione…
«Io ritengo fondamentale la filiera famiglie-associazionismo del terzo settore - sport, chiese, scuole - soprattutto nell’educazione delle giovani generazioni in un momento in cui assistiamo a un abbassamento dell’età nella quale si commettono reati o si adottando comportamenti a rischio, penso al fenomeno dei coltelli a scuola. Da un anno, e siamo stati i primi in Italia, abbiamo attuato i controlli all’interno delle scuole a dimostrazione del fatto che avevamo visto lungo e giusto. A Napoli si stanno facendo sforzi enormi e questo ritengo sia giusto sottolinearlo».
Qual è la risposta della città di Napoli e della sua area metropolitana alle attività che vengono messe in campo per la valorizzazione del territorio?
«C’è un riscontro positivo alle sfide del nostro tempo, penso anche a fenomeni come quello dell’incremento del turismo culturale. C’è consapevolezza nella popolazione che vede una grande opportunità di crescita. In questo senso devo rilevare l’impegno, ad esempio, del Comune di Napoli per il potenziamento dei servizi di accoglienza e mobilità. Tutto ciò soprattutto alla luce dei grandi eventi internazionali che si susseguono in città e che avranno l’apice nell’America’s Cup. Le istituzioni sono chiamate sempre di più ad accompagnare questo cambio passo, Napoli e la sua area metropolitana sono in buone mani e la vivacità della comunità in termini di ricettività è un elemento che fa ben sperare in prospettiva futura».
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