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Malamovida

I residenti di Chiaia danno battaglia al Comune

Quarantanove abitanti della zona dei “baretti” citano in giudizio l’ente di Palazzo San Giacomo: ora vivibilità

I residenti di Chiaia danno battaglia al Comune

NAPOLI. La battaglia contro il caos notturno nel cuore di Chiaia approda nelle aule di giustizia. Un gruppo di 49 residenti, esasperati dai disagi della malamovida tra via Alabardieri e via Cavallerizza, ha presentato una citazione in giudizio formale contro il Comune di Napoli.

L'iniziativa legale è stata coordinata dal comitato "Chiaia viva e vivibile", che attraverso una nota ufficiale ha chiarito le motivazioni della scelta: «Dopo anni di infruttuosi tentativi di mediazione con l'amministrazione per risolvere le criticità della movida selvaggia, 49 cittadini del cosiddetto “quadrilatero dei baretti” hanno adito le vie legali. L'obiettivo è obbligare il Comune ad adottare misure concrete per restituire vivibilità, sicurezza e decoro alla zona, tutelando i diritti costituzionali dei residenti, a partire da quello fondamentale alla salute».

Il ricorso, depositato presso il tribunale civile, punta a ottenere per il quartiere Chiaia le medesime restrizioni già imposte nel centro storico a seguito di precedenti condanne dell'ente di piazza Municipio. Tra le richieste principali figurano il divieto di vendita da asporto e il limite all'occupazione di suolo pubblico tassativamente dopo le ore 22.

Questa vertenza ricalca i successi legali già ottenuti dagli abitanti di piazza Bellini, piazza San Domenico e vico Quercia, dove le proteste avevano portato a strette amministrative contro il rumore molesto. Tuttavia, il caso di Chiaia si distingue per la portata numerica: se a piazza Bellini i ricorrenti erano stati nove, qui il fronte è composto da quasi cinquanta persone.

Oltre ai provvedimenti restrittivi, i cittadini pretendono anche il risarcimento del danno subito, una voce che potrebbe pesare significativamente sul bilancio comunale dati i precedenti giurisprudenziali favorevoli ai residenti. L'atto legale definisce con precisione il perimetro del cosiddetto "quadrilatero dei baretti", focalizzandosi sull'area compresa tra via Bisignano, via Ferrigni, via Cavallerizza, vico Belledonne, piazza Rodinò e le traverse adiacenti.

All'interno del documento è stato inserito un elenco dettagliato dei numerosi esercizi commerciali presenti nel distretto — tra cui pub, ristoranti e cocktail bar — responsabili, seondo quanto confermano i residenti della zona, dell'elevata concentrazione di avventori nelle ore notturne.

La lista tocca strade simbolo come via Bisignano, vico Satriano e piazza Rodinò. Secondo quanto precisato dai promotori del ricorso, l'elenco non intende colpevolizzare i singoli imprenditori, ma serve a documentare tecnicamente l'eccessiva densità di locali e l'insostenibile impatto d'insieme che le attività serali generano sulla qualità della vita dei residenti nel quartiere. 

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