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Morte del piccolo Domenico
08 Aprile 2026 - 08:26
L'avvocato Francesco Petruzzi e mamma Patrizia
NAPOLI. Si infiamma lo scontro legale e politico attorno alla tragica morte di Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto lo scorso 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore eseguito con un organo che sarebbe risultato danneggiato. Ieri mattina, l'avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo, ha depositato in Procura un'integrazione alla querela contro il cardiochirurgo Guido Oppido.
L'accusa principale è di diffamazione aggravata a mezzo stampa, in relazione ad alcune dichiarazioni rilasciate dal medico durante la trasmissione "Mi manda Raitre". Oppido ha sostenuto di aver informato tempestivamente i genitori su quanto accaduto in sala operatoria, circostanza fermamente smentita dalla famiglia, che afferma di aver appreso del danneggiamento dell'organo (espiantato a Bolzano) solo tramite i media.
L'istanza di Petruzzi va però oltre la diffamazione, chiedendo agli inquirenti di verificare ben sette ipotesi di reato. Tra queste spiccano il falso materiale e ideologico in atto pubblico, l'occultamento di atti e l'esercizio abusivo della professione: il legale ipotizza infatti un'indebita ingerenza di Oppido nella gestione clinica del caso anche dopo la revoca formale del suo incarico.
Al momento, per il decesso del bambino risultano indagate sette persone per omicidio colposo; per Oppido e la collega Emma Bergonzoni si è aggiunto anche l'addebito di falso in cartella clinica. Il caso ha travolto anche le istituzioni.
Per oggi alle ore 11, è stata convocata una seduta straordinaria e monotematica del Consiglio Regionale della Campania interamente dedicata al decesso di Domenico. L'assemblea sarà chiamata a fare chiarezza sulle procedure adottate e sulla gestione dell'emergenza presso il presidio ospedaliero dei Colli. Nonostante la tempesta giudiziaria, l'attività dei trapianti al Monaldi non si ferma.
Proprio durante le festività pasquali, l'équipe guidata dal cardiochirurgo Claudio Marra ha eseguito con successo un trapianto di cuore su un uomo affetto da cardiopatia dilatativa terminale. Il paziente è in buone condizioni e prossimo alle dimissioni. Dall'inizio del 2026, il centro ha già realizzato 5 trapianti su adulti e 7 impianti di assistenza ventricolare (Vad), cercando di consolidare il proprio ruolo di riferimento regionale nonostante il pesante clima di incertezza legato all'inchiesta sul piccolo Domenico.
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