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Il lutto
08 Aprile 2026 - 13:06
Pietro Gargano
La scomparsa di Pietro Gargano lascia Napoli più povera. Non è venuto meno soltanto un giornalista, ma una delle voci più autorevoli e riconoscibili della cultura cittadina, un testimone appassionato della storia e dell’anima partenopea. Con lui se ne va un pezzo importante della tradizione del grande giornalismo napoletano legato al “Mattino”.
Nato nel 1943, tra i boati della guerra, Gargano ha attraversato più di mezzo secolo di cronaca con una tempra straordinaria, restando attivo fino agli ultimi giorni, quasi con la penna ancora in mano mentre dialogava con i suoi lettori. Aveva 83 anni. La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione non solo tra i colleghi, ma in tutta la comunità di Portici e di Napoli.
Entrato al “Mattino” nel 1963, quando muoveva i primi passi da giovane cronista “abusivo”, ha percorso con rigore e passione tutta la scala professionale fino a diventare caporedattore centrale, incarico ricoperto fino al 2008. Era il decano del giornale, un riferimento per generazioni di giornalisti che lo chiamavano con affetto “Zio Pietro”, riconoscendogli autorevolezza e umanità.
Cronista del mondo oltre che della sua terra, Gargano raccontò grandi pagine della storia contemporanea: dalla rivoluzione portoghese ai conflitti in Medio Oriente, fino alle tensioni in Irlanda. In Italia resta memorabile il suo impegno civile nell’inchiesta sulla morte di Giancarlo Siani, affrontata con coraggio e grande professionalità.
Profondo conoscitore dell’anima napoletana, coltivava una sottile ironia, come quando definiva la propria formazione «un’inutile laurea in legge». Orgogliosamente porticese, nutriva una devozione particolare per San Ciro al quale aveva dedicato il suo ultimo scritto.
Anche negli anni della pensione non aveva mai smesso di dialogare con il pubblico. La sua rubrica del sabato sul “Mattino” era diventata un appuntamento fisso: uno spazio di confronto e saggezza, fatto di lettere, ricordi e riflessioni.
Studioso attento della cultura partenopea, dedicò anni alla storia della musica cittadina, culminati nella monumentale “Nuova enciclopedia della canzone napoletana” preziosa per studiosi e appassionati.
Domani, giovedì 9 aprile, alle ore 17, Pietro Gargano riceverà l’ultimo saluto nella sua Portici, come da sua volontà.
Con lui scompare un interprete autentico di Napoli. Restano le sue pagine, il suo rigore e una lezione di giornalismo che continuerà a parlare alle nuove generazioni: raccontare una città significa prima di tutto comprenderla, rispettarla e amarla.
a.s.
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