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il giallo
09 Aprile 2026 - 09:03
NAPOLI. Escalation di piombo nell’area nord di Napoli, tensione alle stelle dopo l’agguato fallito pochi giorni fa nel rione della Bussola. Stando a quanto emerso dalle prime battute delle indagini, nel mirino del commando non sarebbe finito soltanto il pregiudicato Carmine Argentato, riuscito a mettersi in salvo in extremis, ma anche il fratello Gaetano Argentato. Quest’ultimo si è infatti ritrovato con un’ogiva conficcata nel soffitto di casa. Insomma, anche in questo solo per una pura casualità non si è consumata la tragedia. Sul raid indaga adesso la polizia, a caccia di elementi utili per riuscire a dare in tempi brevi un volto ai responsabili.
L’ultimo allarme è scattato nel primo pomeriggio di lunedì, quando Gaetano Argentato, accortosi del danno subito dal suo appartamento, ha contatto le forze dell’ordine per segnalare l’accaduto. Non solo, poche ore prima la moglie aveva a sua volta segnalato la presenza di tre uomini sospetti e quasi certamente armati che si aggiravano in zona. Eseguiti i rilievi di routine sulla scena, le indagini sono ora condotte dai poliziotti della Squadra mobile e del commissariato di Secondigliano, che stanno lavorando senza sosta per risalire agli autori del raid.
Il sospetto è che si tratti del colpo di cosa dell’agguato fallito che, la sera precedente, aveva visto finire nel mirino anche il fratello, Carmine Argentato, riuscito a mettersi in salvo, all’arrivo dei killer, grazie a un balzo felino che gli ha permesso di trovare riparo dietro il portone del palazzo di via della Bussola. Ancora incerto, però, il movente che ha innescato la nuova escalation di piombo in una zona già di suo storicamente calda. Nel rione della Bussola sono infatti presenti diversi avamposti di spacciatori riconducibili ai clan Contini e Mazzarella: due cosche da tempo immemore in guerra. Gli investigatori escludono però al momento un collegamento con il ferimento, avvenuto quasi in simultanea, di Saverio Nappo, nipote della boss Maria Licciardi, colpito a una gamba nel cuore della Masseria Cardone, roccaforte della cosca.
Stesso ragionamento applicato anche al precedente agguato, mascherato da rapina, in cui era rimasto ferito qualche settimana fa il giovane Gennaro Vittoriosi, anche lui nipote della capoclan detenuta. Su questo fronte, gli investigatori ipotizzano che sia in atto uno scontro tra le nuove leve dei Licciardi e alcuni affiliati al clan della Vanella Grassi. Più improbabile ma non del tutto escluso, almeno per il momento, lo scenario di uno scontro tutto interno alla cosca della Masseria Cardone. Di certo c’è che l’escalation, già in atto da alcuni mesi, sembra essere definitivamente esplosa dopo il recente blitz che ha decapito il gruppo di narcotrafficanti del rione Berlingieri, capeggiato dal ras Luigi Carella, alias “’a gallina”, storico uomo del clan Licciardi. Gli uomini dello Stato non hanno però alcuna intenzione di abbassare la guardia e i controlli sul territorio, nonostante i tanti fronti aperti, proseguiranno senza sosta anche nei prossimi giorni.
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