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Tensione a Napoli Ovest, il ras parla con i pm

Dopo l’ergastolo definitivo e il trasferimento al 41 bis, Alessandro Giannelli chiede di collaborare

Tensione a Napoli Ovest, il ras parla con i pm

NAPOLI. Il boss getta la spugna, alta tensione a Napoli Ovest. Dopo la condanna definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Rodolfo Zinco e il trasferimento al carcere duro, Alessandro Giannelli (nella foto), 48enne ras di via Diocleziano, ha deciso di collaborare con la giustizia. Una mossa a sorpresa, arrivata dopo anni di ininterrotta detenzione. Giannelli si trova infatti dietro le sbarre dal lontano febbraio 2016, quando fu catturato dopo un periodo trascorso in latitanza. L’ormai ex ras della periferia occidentale ha chiesto di essere interrogato pochi giorni fa e la sua posizione è ora al vaglio della magistratura: ha infatti 180 giorni per fornire ai pm della Dda tutte le informazioni di cui è in possesso.

Giannelli, vale la pena ricordarlo, è stato protagonista insieme al suo clan di una feroce faida con gli ex alleati del gruppo capeggiato dal boss Massimiliano Esposito “’o scognato”, da pochi giorni anch’egli detenuto al 41 bis. Giannelli potrebbe dunque fare luce su alcuni gravi fatti di sangue, ma anche sui rapporti con gli altri gruppi criminali della zona e non solo. L’ex ras è infatti considerato il referente dell’Alleanza di Secondigliano nella zona di Bagnoli e Cavalleggeri d’Aosta, dove avrebbe per anni esercitato un controllo criminale asfissiante. Pochi anni fa è stato inoltre condannato all’ergastolo per l’omicidio di Rodolfo Zinco.

Dopo un lungo periodo di stallo, le indagini sull’omicidio del “gemello”, trucidato nella zona di Coroglio il 22 aprile 2015, erano arrivate a una svolta grazie al pentimento eccellente di Gennaro Carra, che con le sue rivelazioni ha contribuito a fare luce sull’assassinio di Zinco, storico esponente della Nuova camorra flegrea, dopo la sua scarcerazione aveva deciso di tornare in pista e rientrare in affari, una mossa che avrebbe fatto scattare il regolamento di conti che, complici anche alcune gravi ruggini pregresse, gli sarebbe costato la vita. Alessandro Giannelli, sentenze alle mano, sarebbe stato il mandante del delitto e avrebbe preso parte anche alle fasi esecutive.

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