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10 Aprile 2026 - 07:52
NAPOLI. Il mercato immobiliare a Napoli e in Italia vive un paradosso senza precedenti: mentre sui social e nelle bacheche del capoluogo campano si moltiplicano gli appelli di chi cerca casa da mesi, oltre 8 milioni di abitazioni risultano vuote.
Secondo il quarto rapporto Federproprietà-Censis, circa il 25,7% del patrimonio immobiliare nazionale è inutilizzato, alimentando una fase di stallo che colpisce duramente una metropoli densamente popolata come Napoli.
A bloccare l'offerta è soprattutto il timore: l'83% degli italiani (dato che al Sud, in particolare in Campania, sfiora l'81%) ha paura di non rientrare in possesso della propria abitazione in caso di morosità dell'inquilino. Per tutelarsi da eventuali danni o mancati pagamenti, molti proprietari a Napoli richiedono canoni fuori mercato, innescando un circolo vizioso che scoraggia i potenziali affittuari.
Non a caso, l'84% dei cittadini è favorevole all'istituzione di una Banca dati nazionale degli inquilini morosi e l'86,4% chiede procedure di sfratto molto più rapide in caso di inadempienza. Per chi vive a Napoli, acquistare la prima casa senza un forte supporto familiare è diventato quasi impossibile: lo pensa il 94,1% degli intervistati.
In un contesto lavorativo spesso precario, il 92% degli italiani invoca misure urgenti per agevolare l'accesso alla proprietà, considerata un generatore di stabilità sociale.
Nonostante ciò, il 66% dei cittadini è contrario a penalizzare fiscalmente chi lascia le case vuote, preferendo incentivi piuttosto che nuove tasse sugli immobili inutilizzati. Un fattore determinante per la crisi abitativa è la pressione degli affitti brevi. Nelle città d'arte come Napoli, la proliferazione di alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale ha tolto ossigeno ai residenti che cercano affitti a lungo termine.
Se a Firenze e Venezia si registrano medie altissime di annunci ogni mille abitanti nel centro storico, anche a Napoli il fenomeno della "turistificazione" sta trasformando i quartieri centrali, rendendo sempre più difficile per studenti e giovani coppie trovare una sistemazione dignitosa a prezzi accessibili.
Segnali di miglioramento e il dibattito sulle "case dormienti" Non mancano però le buone notizie: il disagio abitativo grave è in calo. Al Sud e nelle Isole, le persone che vivono in case inadeguate o fatiscenti sono passate dall'11,8% del 2014 al 6,1% attuale.
Sono diminuiti anche i problemi legati a strutture danneggiate e umidità, segno di una progressiva riqualificazione del patrimonio esistente. Tuttavia, Confedilizia frena sull'entusiasmo dei dati Censis relativi agli 8,5 milioni di "case dormienti".
Secondo il presidente Giorgio Spaziani Testa, molte di queste abitazioni non sono realmente vuote ma sono case per le vacanze, immobili in ristrutturazione o utilizzati saltuariamente.
La vera sfida per città come Napoli resta quella di recuperare gli immobili situati in aree soggette a spopolamento o degrado, magari alleggerendo il carico fiscale dell'Imu per favorire il loro ritorno sul mercato.
Crisi degli affitti, annunci ricorrenti su bacheche e social di richiesta di appartamenti da parte di utenti che cercano da mesi un posto in cui stare e, di contro, oltre 8 milioni di case abitabili ma vuote.
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